4 errori comuni che affossano un Business Plan

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“Impara tutto ciò che ti è possibile dagli errori degli altri. Non avrai tempo a sufficienza per farli tutti.” – Alfred Sheinwold

Il business plan è una delle prime cose che un potenziale investitore vorrà vedere, quindi è importante che sia chiaro, sintetico e preciso. Un piano ben scritto fornisce agli investitori le informazioni di cui hanno bisogno per prendere una decisione di investimento e svolge quindi un ruolo essenziale nel progetto di raccolta fondi di uno startupper o di un imprenditore. Un business plan pieno di errori, può non solo ostacolare la raccolta di capitali, ma può ostacolare anche la futura crescita e lo sviluppo della vostra attività. Con questa premessa stampata in mente ho riportato quattro degli errori più comuni da evitare.

1. Non usare una valutazione equa e realistica della vostra azienda

Questo può essere un compito assai difficile per alcuni imprenditori a causa del coinvolgimento emotivo e finanziario che hanno nelle loro società. Un imprenditore ha bisogno di determinare quanto vale la sua azienda prima di ricevere qualsiasi investimento. Gli investitori esperti ignorano le aziende con valutazioni non realistiche o valutazioni non allineate ai ricavi.

Ci sono diversi approcci che possono essere utilizzati per stimare il valore di una società, tra cui l’attualizzazione dei flussi di cassa, metodo di valutazione riconosciuto e accettato dal FASB (Financial Accounting Standards Board).

2. Chiedere troppo soldi o troppo pochi

Gli startupper e gli imprenditori spesso cercano un capitale sbagliato durante la raccolta fondi, cosa che alla fine può avere un impatto negativo sulle loro attività. Si corre il rischio di rimanere a corto di capitale se chiedete troppo poco e, dal momento che gli investitori si aspettano un ritorno sugli investimenti, è meglio evitare anche un eccesso di capitali fermi sul vostro conto in banca. Nella maggior parte dei casi gli imprenditori dovrebbero cercare capitali sufficienti per finanziare adeguatamente la crescita dell’azienda e le operazioni per almeno 12 a 18 mesi.

3. Non identificare il target adeguato

E’ molto importante identificare il target di mercato. Spesso gli imprenditori rivendicano per il loro prodotto o servizio un mercato di riferimento molto più ampio di quello che realmente esiste, errore da sprovveduti e campanello d’allarme per gli investitori.

Gli investitori vogliono puntare su aziende che hanno chiaramente identificato i loro mercati e hanno una visione realistica della loro quota di mercato. Ad esempio, se si possiede un negozio di caffè il mercato di riferimento non è relativo a tutti gli abitanti della vostra città, ma solo quelli che bevono caffè. Stabilito ciò è chiaro che non tutti gli abitanti della vostra città visiteranno abitualmente la zona in cui si trova il vostro negozio di caffè, inoltre ci possono essere molti altri negozi di caffè che hanno già stabilito una loro quota di mercato che dovete andare a limare.

4. Fornire troppe informazioni

Gli imprenditori spesso sentono il bisogno fisiologico di spiegare ogni singolo aspetto della loro azienda per dimostrare agli investitori che è una solida opportunità. In realtà gli investitori hanno già una lista di alcune informazioni che vogliono sapere prima di prendere la loro decisione finale di investimento e non vogliono guardare la vostra attività attraverso dati superflui. Fornendo troppe informazioni si diluisce semplicemente il messaggio e questo può portarvi “fuori tema”. Come in uno speech mantenete il testo conciso, dite solo ciò che aiuta gli investitori a capire le informazioni di cui hanno bisogno, ed offrite l’opportunità per ulteriori discussioni che potranno scaturite dagli investitori che vorranno sapere qualcosa in più.

 

Seguendo questi semplici passi è possibile evitare errori banali e sviluppare un business plan vincente che può aiutare il vostro business a prosperare negli anni a venire, o almeno si spera…

Per ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto

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Emanuele Giacomella
Management Consultant
Dal 2008 mi dedico alle startup, sia innovative che tradizionali.
In quell'anno il mio primo progetto relativo al carsharing elettrico fu un flop pazzesco ma durante gli anni ho affinato le tecniche e al termine della laurea magistrale un progetto sulla realtà aumentata applicata al settore turistico mi ha dato grandi soddisfazioni, tanto che l'ho messo nero su bianco nella mia tesi.
Da allora ne ho sviluppate diverse e nei settori più disparati, dalle caffetterie fino alla "morte digitale", riportando successi clamorosi e fallimenti dolorosi.
Quello che ho imparato, in termini di business planning, marketing, management organizzativo e finanziamenti agevolati, durante questo breve cammino, lo utilizzo per aiutare aspiranti startupper e gli imprenditori che ragionano come tali.

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