[Bandi-Veneto] Erogazione di contributi a fondo perduto alle imprese del settore manifatturiero e dell’artigianato di servizi

Nuova opportunità per il rilancio degli investimenti nella regione Veneto. Con la Dgr 1444/16 del 15 Settembre 2016 è stato pubblicato un bando che dà attuazione all’ASSE 3 “Competitività dei sistemi produttivi” del POR FESR 2014-2020 che concede alle imprese del settore manifatturiero e dell’artigianato un concreto aiuto negli investimenti rivolti all’innovazione di prodotto e di processo. Di seguito i dettagli.

Dotazione finanziaria

L’Azione ha una dotazione finanziaria di euro 5.000.000,00

Localizzazione

L’investimento oggetto dell’agevolazione deve essere realizzato e localizzato nel territorio della Regione Veneto.

Soggetti ammissibili

Sono ammesse alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese (PMI) dei settori manifatturiero e dell’artigianato di servizi, loro consorzi e cooperative. L’impresa al momento della presentazione della domanda, a pena di inammissibilità, deve possedere i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente iscritta come “Attiva” al Registro delle Imprese e, nel caso delle imprese artigiane all’A.I.A., istituiti presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura competente per territorio, da più di 12 mesi alla data di apertura dei termini per la presentazione della domanda;
  • esercitare un’attività economica classificata con codice ISTAT ATECO 2007 primario e/o secondario nei settori indicati nel presente Bando;
  • avere l’unità operativa, o le unità operative, in cui realizza il progetto imprenditoriale in Veneto o essere intenzionati ad aprirne una;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposta a procedure concorsuali in corso o aperte nei suoi confronti antecedentemente la data di presentazione della domanda (ad eccezione del concordato preventivo con continuità aziendale);
  • non essere “in difficoltà”, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, sub 18, del Regolamento (UE) n. 651/2014;
  • osservare le norme dell’ordinamento giuridico italiano in materia previdenziale, assistenziale e assicurativa (nei confronti di INPS, INAIL), di sicurezza sui luoghi di lavoro, di contratti collettivi di lavoro, di inserimento dei disabili, di pari opportunità tra uomo e donna, edilizia, urbanistica e di tutela ambientale;
  • non essere beneficiaria di altre agevolazioni previste nell’ambito dell’Azione 3.1.1 del POR FESR Veneto 2014-2020;
  • non essere iscritta nella Sezione speciale del Registro Imprese dedicata alle start-up innovative;
  • possedere la capacità amministrativa, operativa e finanziaria necessaria per la realizzazione dei progetti sostenuti dal presente Bando;

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i progetti volti a introdurre innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo, ad ammodernare i macchinari e gli impianti e ad accompagnare i processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale anche attraverso lo sviluppo di business digitali. Il progetto ammesso all’agevolazione deve essere concluso ed operativo entro il termine perentorio del 15 luglio 2017.

Non sono ammissibili i progetti portati materialmente a termine o completamente attuati prima della presentazione della domanda di partecipazione a prescindere dal fatto che tutti i relativi pagamenti siano stati effettuati dal beneficiario

Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese relative all’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di beni tangibili, di beni intangibili e per il sostegno all’accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale rientranti nelle seguenti voci:

a) macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche per la fabbricazione digitale (nuovi di fabbrica) funzionali alla realizzazione del progetto proposto; sono comprese anche le relative spese di trasporto e installazione presso l’unità operativa in cui si realizza il progetto;

b) opere edili/murarie, ricadenti negli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di impiantistica strettamente necessarie alla funzionalità dei macchinari acquistati e dei nuovi impianti produttivi comprese le spese di progettazione, direzioni lavori e collaudo connesse alle opere edili. Sono esclusi gli interventi di ristrutturazione edilizia e di nuova costruzione;

c) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, brevetti e know-how concernenti nuove tecnologie di prodotti, processi produttivi e servizi forniti, funzionali alla realizzazione del progetto proposto;

d) consulenze specialistiche relativamente a:

d.1) servizi a supporto di logistica, marketing, contrattualistica, pagamenti, gestione interna ed esterna (clienti, fornitori, progettisti, rivenditori, ecc.), gestione degli acquisti e dei rapporti con i fornitori da parte dell’impresa;

d.2) implementazione di percorsi di eco-innovazione e percorsi di eco-design, limitatamente alle analisi dei prodotti, dei processi e dei servizi offerti dal punto di vista delle caratteristiche ambientali (Valutazione del ciclo di vita – LCA), dei costi, delle funzioni, della qualità e per introdurre soluzioni innovative “verdi” con il supporto delle tecniche di eco-progettazione;

d.3) servizi di consulenza tecnologica, manageriale e strategica mirati a specifici progetti unitari di sviluppo aziendale che prevedono la figura del Temporary Manager e/o del Manager di rete.

e) spese per il rilascio, da parte di organismi accreditati da Accredia o da corrispondenti soggetti esteri per la specifica norma da certificare, delle certificazioni di sistemi di gestione e processi di valutazione (life-cycle-assessment) in conformità alle norme UNI EN ISO 14001:2004 e/o del Sistema di Gestione Ambientale secondo il Regolamento EMAS III, UNI ISO 14040:2006 e UNI ISO 14044:2006.

Forma soglie e intensità degli interventi

L’agevolazione, nella forma di contributo a fondo perduto, è pari al 45% della spesa rendicontata ammissibile per la realizzazione del progetto:

·        nel limite massimo di euro 67.500,00 (sessantasettemilacinquecento/00) corrispondenti ad una spesa rendicontata ammissibile pari o superiore ad euro 150.000,00 (centocinquantamila/00);

·        nel limite minimo di euro 6.750,00 (seimilasettecentocinquanta/00) corrispondenti ad una spesa rendicontata ammissibile pari ad euro 15.000,00 (quindicimila/00).

Termini e modalità di presentazione

L’apertura dei termini per la compilazione della domanda di sostegno è prevista mercoledì 05 ottobre 2016 alle ore 10.00.

La domanda può essere presentata a partire dalle ore 10.00 del giorno martedì 18 ottobre 2016, fino alle ore 18.00 del martedì 25 ottobre 2016

 

Il nostro studio è lieto di poter offrire assistenza nella compilazione del bando e supporto nella successiva realizzazione degli investimenti che si intendono sviluppare con i fondi ottenuti.

Per informazioni info@imperaconsulting.it o al numero +39 04251666332

Innovation Management: 13 tips per gestirlo in PMI e startup

innovation-management

“In un mondo così sensibile al successo economico, la creatività vince la sua battaglia con l’economia perché solo chi è capace di produrre continuamente innovazione nel proprio processo creativo può avere successo.” Andrea Pininfarina

Avrei potuto iniziare con una scontatissima citazione di Steve Jobs (ma tanto di Apple parliamo tra qualche riga) ma ho preferito iniziare con una citazione patriottica di Andrea Pininfarina, perché nessuno come noi italiani ha saputo essere innovativo nel corso della storia anche se oggi, purtroppo, ce ne siamo dimenticati e le nostre aziende sono scese agli ultimi posti per quanto riguarda lo sviluppo innovativo di prodotti e processi produttivi. La mancata innovazione delle aziende è un riflesso della mancata innovazione del sistema paese che come potete vedere dall’immagine sottante non è certo roseo. Sta a voi imprenditori e noi consulenti (o meglio a quelli di noi che non sono stati plagiati da idee conservatrici) dare nuovamente la scossa al sistema e portare finalmente l’innovazione e le idee al centro della vita aziendale.

Le organizzazioni di successo sanno il significato di innovazione. Apple è un buon esempio di come l’innovazione, gestita in modo efficace, sia in grado di migliorare i vostri prodotti e ottenere successo nel vostro settore. Se sei un imprenditore che vuole imparare dalle strategie di gestione aziendale innovative, considera i prossimi tredici suggerimenti come una base di partenza.

In un linguaggio non tecnico per gestione innovativa intendiamo qualsiasi processo che comporti cambiamenti nella pianificazione, nell’ideazione, nell’esecuzione tecnica e nella produzione di risorse, in modo da rendere il sistema più funzionale per le persone. In un contesto di aziendale, si realizza mediante due obiettivi principali:

  • Migliorare i sistemi operativi di un’organizzazione;
  • Migliorare i prodotti/servizi per gli utenti finali.

Nel primo caso si prendono in considerazione i vertici aziendali, il management e le risorse che compongono la macchina organizzativa, mentre nell’altro caso si applica sui sistemi e sui processi coinvolti negli aspetti creativi e tecnici di sviluppo di un prodotto/servizio. Una strategia di innovazione efficace si traduce in una migliore performance dei dipendenti, una maggiore produttività e una maggiore soddisfazione del cliente.

L’applicazione di questi tredici suggerimenti vi aiuterà a creare una strategia di gestione innovativa efficace che favorisca il pensiero creativo all’interno della vostra azienda:

1. L’innovazione come valore fondamentale nella filosofia aziendale

A differenza delle aziende che cercano i bisogni del consumatore, le organizzazioni innovative considerano l’innovazione come il loro valore, il loro core business. Non considerano l’innovazione come una cosa da adattare in base ai bisogni ma la considerano come un fenomeno continuo, che è fondamentale per la loro crescita. Implementando l’innovazione come una attività fondamentale sono in grado di creare un ambiente che favorisca la creatività.

2. Prendi il comando!

Le organizzazioni innovative leader a livello mondiale sono sempre tra le prime a cavalcare una tendenza. Dai motori Ford fino ad Apple potete vedere come queste organizzazioni sono state le prime a prendere iniziative nei loro rispettivi settori. Ford Motors pioniere della catena di montaggio ha introdotto la produzione di massa nel settore automotive, mentre Apple ha rivoluzionato il settore IT con la produzione di prodotti innovativi come smartphone e tablet.

3. Usare la tecnologia per migliorare la collaborazione

Le aziende innovative integrano un’efficace infrastruttura IT che consente di regolare il flusso di informazioni. Tale sistema garantisce una condivisione trasparente delle informazioni e consente l’accesso alle idee da parte di tutti, il che si traduce in maggiore collaborazione e una maggiore impegno di tutta l’organizzazione.

 4. Avere un ambiente favorevole allo sviluppo e all’innovazione

Tutte le organizzazioni dedite all’innovazione hanno un sistema di processi che supportano la creatività ad ogni passo. Un responsabile di produzione non può migliorare la progettazione di prodotti se il dipartimento delle finanze non permette un budget sufficiente per eseguire il processo. Allo stesso modo un responsabile IT non è in grado di integrare un sistema di networking efficace se manca un’infrastruttura IT di supporto. Una strategia innovativa di successo richiede che tutti i processi e sistemi debbano fondersi insieme per rendere le vostre idee realtà.

 5. Misurate l’innovazione

Non basta innovare, bisogna misurare l’innovazione. Come fare? Bisogna applicare delle metriche, degli indici, che permettano di misurare i processi creativi e di sviluppo. Il successo dipende dal tempo e dal denaro che viene speso per implementare l’innovazione nell’organizzazione. I seguenti parametri possono essere utilizzati per misurare il successo nella gestione dell’innovazione:

  • La quantità di tempo trascorso in “sessioni di creatività”;
  • La quantità di denaro speso per la formazione dei lavoratori per la capacità di innovazione;
  • La misura in cui i processi e il sistema sono orientati a sostenere l’innovazione.

6. Non abbiate paura di sperimentare nuove idee

Le imprese di successo non hanno paura di rischiare sperimentando idee e strategie che per altri potrebbero risultare folli (vedi Tesla). Sperimentate e assumetevi dei rischi, solo così sarete in grado di mettere nuovi prodotti e servizi sul mercato e migliorare i vostri processi aziendali.

 7. Finanziate programmi di formazione creativi

Un business innovativo è gestito da un team creativo. I manager dalla mentalità innovativa riconoscono la potenza di un team creativo e non esitano a spendere per la loro formazione. I programmi di formazione efficaci danno motivazione ai dipendenti e li incentivano a trovare idee creative che possono migliorare i processi di lavoro e migliorare la loro produttività.

Meglio ancora potreste farli finanziare dai fondi europei di sviluppo. Se avete sede o unità produttive ubicate in Veneto e volete sviluppare progetti di innovazione finanziati al 100% (tradotto a gratis) al momento sto sviluppando questo: [Bandi-Veneto] DGR 1284/16 – L’impresa futura tra internazionalizzazione e innovazione

 8. Premiate il talento creativo

Il talento creativo spesso non è incentivato in azienda che generalmente premiano persone più pragmatiche e concrete, ma se volete orientarvi all’innovazione dovrete fornire incentivi e premi a chi porta creatività. Apprezzate il lavoro dei talenti creativi, dategli una forte ragione per spremere i loro “muscoli creativi” nel miglioramento dell’organizzazione, loro vi ripagheranno di sicuro.

9. Il gruppo dirigente ispira idee

Una team leadership creativa è fondamentale per ispirare i lavoratori verso la creatività. Impostate un modello organizzativo che guidi e incentivi il pensiero innovativo, modello che dai vertici deve arrivare al personale junior. La leadership stimola il pensiero creativo che lo staff tecnico implementa nei processi di lavoro.

10. Trovate una definizione condivisa di innovazione

La definizione di innovazione deve essere condivisa all’unanimità dalle parti interessate. Se tutto il senior management non sarà concorde nell’interpretazione dell’innovazione, sarà difficile per un’organizzazione implementare la creatività a tutti i livelli. Una definizione in contraddizione di innovazione crea difetti nella creazione, nell’esecuzione e nell’applicazione dell innovazione stessa all’interno dell’azienda. Ebbene si non vi è un concetto univoco di innovazione, dovete trovare il vostro concetto di innovazione.

 11. Ideate un sistema per mettere a punto idee creative

L’innovazione si presenta in forma grezza. Ha bisogno di essere raffinata prima che possa essere utilizata in un sistema aziendale. Le aziende innovative hanno le persone e le giuste risorse per convertire una potenziale idea in un risultato tangibile. Risorse di natura intellettuale, tecniche e finanziarie per rendere un concetto innovativo una realtà.

 12. Il luogo di lavoro deve ispirare innovazione

La maggior parte delle organizzazioni hanno realizzato un design innovativo sul posto di lavoro per ispirare la creatività. Da Google a Facebook da Nokia a Dropbox, tutti hanno un posto di lavoro artistico che porta verso la creatività e stimola nuove idee. Non c’è da stupirsi se queste organizzazioni offrono ai loro clienti prodotti e servizi incredibilmente creativi.

13. Non accontentatevi

Le organizzazioni innovative non si accontentano mai del loro successo, sono sempre alla ricerca di strategie creative e innovative che potrebbero aiutare a sviluppare i loro processi di lavoro e a migliorare i loro prodotti. Dal momento che sono sempre aperti a nuove idee, sono in grado di sviluppare la creatività in tutto il loro approccio di lavoro, il che permette loro di servire i loro clienti con i prodotti migliori.

Arrivati in fondo vorrei dirvi di scorrere l’articolo dall’inizio e di rileggere le parole di Andrea Pininfarina: trovate la giusta ispirazione e portate la vostra azienda verso traguardi che non avreste mai pensato di raggiungere. In tempi di crisi non serve la speranza, serve il coraggio.

Per ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto

Come costruire un team vincente per la tua startup

Come costruire un team vincence per la tua startup(2)

La settimana scorsa ho parlato con l’amministratore di una grossa società di formazione della bassa padovana con cui avrò il piacere di collaborare e proprio ragionando con lui siamo stati convergenti verso una direzione: il team di lavoro è fondamentale.

Questo perché le competenze tecniche le si possono acquisire, ma ci sono skills come il problem solving, la gestione dello stress, il sorriso (si ho detto proprio il sorriso) che non si possono acquisire con la stessa rapidità con cui si impara il calcolo integrale o lo studio di funzione.

L’idea è importante, il business model è fondamentale ma è il team che decide se una startup avrà successo o fallirà miseramente, perché è il team che dovrà poi sviluppare l’idea seguendo quel business model.

Questo articolo vuole descrive le fasi essenziali della formazione di una nuova squadra. Questi passaggi sono utili anche per i team esistenti che sono interessati a valutare l’efficacia e l’efficienza dei membri.

In primo luogo, il lavoro del team deve essere chiaramente definito e abbinato ad alcune esigenze reali della startup o dell’azienda. La squadra, durante il processo di creazione, dovrebbe avere una chiara missione o uno scopo definito da parte del “creatore”.

Nelle fasi iniziali, è importante che il fondatore della squadra parli del suo ruolo e di come sosterrà il lavoro del team. Sei tu il fondatore? Bene, poniti due domande fondamentali:

Quale sarà il tuo ruolo in squadra?

Che cosa ti aspetti da parte del team?

Rispondi e condividilo con loro.

Le squadre hanno bisogno del chiaro sostegno della leadership dell’organizzazione, tra cui il supporto concreto in termini di tempo, finanziamenti e risorse.

Non tutti nascono leader, ricordatelo, e una guida al team serve sempre.

Selezionare i membri del team nel modo corretto è fondamentale. Idealmente, le squadre dovrebbero essere di piccole dimensioni (non più di cinque/sette persone) in modo che i membri possono sviluppare un alto livello di connessione e interdipendenza. I membri hanno bisogno sia di competenza tecnica (tra cui la scrittura e la capacità di presentazione) ma soprattutto di buone capacità relazionali per lavorare in gruppo. Più le competenze tecniche dei partecipanti al team sono diverse e disparate, più queste amalgamandosi porteranno ricchezza e valore al gruppo.

Prendete tempo per far comprendere al team gli obiettivi, la missione e la struttura. Pianificate la produttività e create una dinamica di squadra. Un’attività di startup ben definita aiuterà la squadra a definire li ruoli e le responsabilità oltre che i fattori di successo.

Come faccio a costruire una squadra di successo?

Sei elementi sono fondamentali per aiutare i team a funzionare efficacemente.

1. Mission

E l’impegno comune per una “missione” specifica che aiuta a definire e compattare una squadra. Una dichiarazione d’intenti è in grado di fornire una potente guida. La creazione di una dichiarazione di intenti porta i membri del team a pensare, discutere e raggiungere un accordo sulle seguenti domande:

  • Qual è il lavoro per cui ci siamo riuniti?
  • Perché questo lavoro richiede una squdra?
  • Come sarà il risultato collaborando piuttosto che da soli?
  • Come lavoreremo per creare la nostra organizzazione, la nostra squadra e migliorare noi stessi?
  • Cosa uscirà dal nostro lavoro di squadra?
  • Come facciamo a sapere se abbiamo completato il nostro compito?
  • Come potremo misurare il nostro successo step-by-step?

La missione di una squadra può essere basata su una direttiva proveniente dall’esterno come un amministratore, o direttamente dal team. Ma una buona discussione di squadra su come ciascun membro (e il gruppo collettivamente) hanno inteso la missione, renderà questa più chiara. La mission deve essere breve e non deve essere tecnica ma scritta in un linguaggio “di tutti i giorni” che ogni membro del team possa comprendere.

2. Obiettivi

Le mission forniscono alla squadra dei principi guida, ma gli obiettivi a breve forniscono una vera impressione sul lavoro che deve fare la squadra. Gli obiettivi devono essere qualcosa per cui vale la pena lottare, per ottenere importanti risultati che il team può fornire a tutta l’organizzazione.

I migliori obiettivi sono quelli che vengono definiti “S-M-A-R-T”: Specific, Measurable, Achievable, Relevant and Time-bound (Specifici, misurabili, realizzabili, pertinenti e limitati nel tempo).

“Migliorare il servizio clienti” può suonare come un buon obiettivo per una squadra, ma in realtà non soddisfare i criteri di S-M-A-R-T. Un obiettivo più efficace sarebbe “Ridurre i tempi di call-back ai clienti a due ore o meno entro sei mesi.”

L’obiettivo rivisto è:

  • Specifico –> ridurre il tempo di call-back per i clienti
  • Misurabile –> a due ore o meno
  • Realizzabili –> la squadra avrebbe bisogno di decidere questo, ovvero, per la call-back hanno bisogno di quattro ore o forse il tempo può essere ridotto a 30 minuti.
  • Rilevante –> anche in questo caso, la squadra saprà se quello è un problema per i clienti, per il team leader o per l’amministratore dell’azienda e se ridurre i tempi di call-back porterà un reale beneficio
  • Limitato nel tempo –> entro sei mesi

3. Ruoli e responsabilità

E’ particolarmente importante in un ambiente di squadra che i membri del team sappiano cosa ci si aspetta da ciascuno di essi. Senza queste aspettative, i membri non possono sviluppare la responsabilità e la fiducia reciproca nella squadra. Quando le aspettative di una squadra sono chiare ed i membri rispettano (o superano) queste aspettative, la fiducia e un maggiore senso di appartenenza portano naturalmente verso la mission.

I team leader sono gli individui che sono ritenuti responsabili per i risultati della squadra. Il leader della squadra, spesso funge da portavoce e può anche essere responsabile del coordinamento lavoro del team. I facilitatori possono essere membri della squadra o risorse esterne. Il facilitatore è responsabile di guidare i processi del gruppo. Questo potrebbe includere attività come impostare gli ordini del giorno delle riunioni di gruppo e la gestione degli incontri. A volte questi due ruoli sono interpretati da una sola persona.

4. Fight club rules


Scusate ma amando quel film dovevo inserirlo in qualche modo all’interno di un mio articolo e questo era quello ideale.

Per essere efficaci, le squadre devono esplicitare le regole con cui lavoreremo insieme. Le fight club rules sono le linee guida che devono guidare i membri verso specifici comportamenti, regole che uniscono. Le squadre non hanno bisogno di un sacco di regole per lavorare bene insieme, ma tutti nel team dovrebbero accettare le regole stabilite e condividere la responsabilità di assicurare che queste vengano seguite.

Possibili aree da regolamentare comprendono:

  • Come comunicare durante le riunioni della squadra (ci sono interruzioni? il facilitatore guida la conversazione? si può uscire dalle argomentazioni stabilite?)
  • Come deve essere la comunicazione tra i membri (in quanto tempo si dovrebbe rispondere alle e-mail? ci sono limiti di lunghezza suggerite su e-mail o sulle memo? come si fa a tenere tutti informati sui vostri progressi?)
  • Cosa costituisce un comportamento rispettoso nei confronti degli altri membri del team?

Le regole di base sono:

  • Siate rispettosi degli altri;
  • Condividete le vostre esperienze e opinioni;
  • Evitare di dire “lo so” a tutto, è odioso;
  • Si parla uno alla volta, come in parlamento 🙂 ;
  • Mantenere le discussioni incentrate sul tema del giorno;
  • Rispettati i tempi per parlare e per la durata delle riunioni.

5. Il processo decisionale

Le squadre possono scegliere diversi modelli per prendere le decisioni; il fattore più importante è che il modello decisionale deve essere esplicito e compreso da tutti i membri del team. Un chiaro processo decisionale descrive chi e come prende la decisione e come gli altri saranno coinvolti. (Le decisioni saranno prese per consenso di tutti o della maggioranza? Sarà il capo della squadra a prendere la decisione finale?) Sapere quale modello decisionale sarà utilizzato consente ai membri del team di sapere cosa aspettarsi; questo può aiutare a costruire i presupposti per la decisione finale.

Le buone decisioni hanno due caratteristiche: qualità e impegno. Le decisioni di qualità sono logiche, sostenuta da un ragionamento e una buona informazione. I passi per prendere decisioni di qualità includere:

  • il controllo di tutte le informazioni disponibili (che devono essere condivise)
  • che tutti i membri del team siano stati consultati
  • che le valutazioni critiche di tutti siano state prese in considerazione nel modo appropriato

6. Processi di gestione efficaci

  • Comunicazione:

Le regole devono essere usate come punto di partenza, le squadre hanno bisogno di sviluppare pratiche per la comunicazione aperta. Per esempio:
– Ascoltare con rispetto e rispondere con interesse alle idee di tutti i membri del team. Se un’idea è confusa o sembra non convenzionale o diversa dalle tue, chiedete maggiori informazioni per poter capire piuttosto che “cestinarla”.
Contribuire a creare un ambiente che incoraggi i membri del team a condividere tutte le idee. La maggior parte delle grandi idee sono costruite dal team basandosi su un pensiero iniziale. A volte sono le idee “folli” che in realtà portano la scintilla creativa nella squadra.
Non nascondere i conflitti; provare a far emergere le differenze e usatele per creare i migliori risultati.

  • Responsabilità reciproca:

Ogni membro di una squadra è responsabile per il successo della squadra nel suo complesso. Questo perchè è l’interdipendenza che fa squadre più forte della somma dei singoli membri. Lavorare insieme verso specifici risultati tangibili è il modo migliore per iniziare a creare la responsabilità reciproca. Riconoscere e celebrare piccole vittorie e successi dei singoli porta ad aggregare il gruppo. Riconoscendo i successi, i membri del team possono sviluppare una fiducia crescente nei loro compagni di squadra e nella squadra nel suo complesso.

  • Adeguata auto-valutazione:

E’ utile per i membri del team fermarsi a intervalli regolari e verificare come il team sta lavorando. Queste auto-valutazioni possono essere semplici, come una discussione di squadra oppure possono essere profonde e riflessive. Indipendentemente dal metodo o strumento utilizzato, il vero vantaggio di una auto-valutazione viene dalla discussione che questa genera.

Fasi di sviluppo del team

Proprio come gli individui, le squadre passano attraverso fasi di sviluppo.
Come nello sviluppo umano, lo sviluppo del team non è un processo lineare: l’introduzione di nuovi membri, un cambiamento nel clima organizzativo o il completamento di un particolare traguardo può causare una regressione o uno sviluppo nella squadra.

Riconoscere le fasi di sviluppo della squadra può essere davvero utile per migliorare la squadra e per portarla a raggiungere gli obiettivi prefissati. Ogni fase ha “sentimenti” riconoscibili e comportamenti specifici. Con un po’ d’esperienza riuscirete a capire i sentimenti del gruppo, a gestire gli altri e limitare i conflitti guidando anche i comportamenti, ma ricordate che alla base di tutto c’è una leadership forte: se il gruppo non vi rispetta come leader allora non c’è gruppo.

Ora formate la vostra squadra e ottenete il successo che meritate e ricordate:

“Per ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto”

[Bandi-Veneto] DGR 1284/16 – L’impresa futura tra internazionalizzazione e innovazione

l impresa futura tra internazionalizzazione e innovazione

La Regione Veneto, con D.G.R. n. 1284/16, ha approvato l’avviso pubblico per la presentazione di proposte per il bando “L’impresa futura tra internazionalizzazione e innovazione”, nell’ambito del Programma Operativo Regionale – Fondo Sociale Europeo 2014-2020 in sinergia con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – Asse I Occupabilità.

DESTINATARI

  • Lavoratori, titolari e coadiuvanti di imprese private per le unità operative in Veneto;
  • Liberi professionisti e lavoratori autonomi aventi sede in Veneto.

Non sono ammissibili i destinatari riferibili a:

  • Lavoratori settore pesca, sanità, socio-assistenziale, rapporti con organismi di formazione
  • Imprese pubbliche o organismi di diritto pubblico

OBIETTIVI GENERALI

Lo sviluppo delle competenze e l’evoluzione delle professionalità richieste dai diversi comparti per adattare la trasformazione delle produzioni e dei servizi ad esse collegati ai nuovi modelli produttivi e di organizzazione del lavoro di quella che oggi va a definirsi come l’ industria 4.0, risulta fondamentale per non perdere l’occasione di gestire al meglio il cambiamento rivoluzionario in atto che si sta sviluppando con le “fabbriche intelligenti”. Infatti, il mescolarsi di know-how tecnico-artigianale con le nuove tecnologie, integrate a monte ed a valle lungo tutta la catena del valore, e la disponibilità di nuovi mercati, fisici e di natura virtuale, rende l’acquisizione di competenze chiave (hard skills) nonché di competenze innovative (soft e digital skills), di fondamentale importanza per l’impresa del futuro, la quale dovrà confrontarsi sempre più con la sfida di soddisfare non più esclusivamente i bisogni di un pubblico di massa, ma anche di intercettare le esigenze specifiche di nicchie sempre più piccole di utenti e consumatori finali.

TIPOLOGIE E TEMATICHE DEI PROGETTI AZIENDALI

Hard Skills – Tipi di Attività

  • Analisi aziendali per lo studio di possibilità di sviluppo verso l’estero;
  • Percorsi di potenziamento delle competenze linguistiche specialistiche;
  • Sviluppo di competenze e strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione di prodotti e/o servizi;
  • Redazione di business plan per l’ingresso in mercati esteri;
  • Sostegno alla ricerca di informazioni sui nuovi territori di sviluppo;
  • Guida agli investimenti ed attrazione di investimenti esteri;
  • Formazione per la partecipazione a finanziamenti internazionali;
  • Assistenza all’inserimento e/o creazione di network nazionali o internazionali di settore (anche di natura virtuale);
  • Supporto alla partecipazione a filiere produttive trans-nazionali;
  • Percorsi di consolidamento di distretti produttivi e di sviluppo di nuovi modelli di business e/o infrastrutture sociali innovative;
  • Partecipazione a fiere e manifestazioni;
  • Ricerca di partner per lo sviluppo di nuove linee di prodotto e/o servizi;
  • Sviluppo di comunicazioni efficaci tra produttori, fornitori, clienti/consumatori e scambio di esperienze.

Le attività sopra indicate sono riportate a titolo esemplificativo ma non esaustivo.

Soft e Digital Skills – Tipi di Attività

  • Analisi delle competenze presenti all’interno dell’azienda e conseguente valorizzazione per rispondere ai nuovi modelli di organizzazione orizzontale del lavoro e di produzione (skills assessment);
  • Predisposizione di piani aziendali per lo sviluppo e/o acquisizione di competenze necessarie per intercettare le esigenze delle nuove funzioni aziendali (skills development);
  • Analisi dei fabbisogni di competenze all’interno dell’azienda, con particolare attenzione a quelle di natura digitale e alle nuove figure chiave (skills requirements);
  • Percorsi di rafforzamento e sviluppo di competenze trasversali (soft skills);
  • Percorsi di acquisizione di competenze per rispondere alla trasformazione digitale dell’economia (digital skills);
  • Valorizzazione delle risorse formative interne e dell’autoformazione;
  • Diffusione e capitalizzazione della conoscenza aziendale;
  • Percorsi volti al trasferimento delle competenze all’interno dell’azienda nonché delle competenze di quanti gravitano intorno all’azienda stessa (clienti, fornitori, partner, ecc.).

Le attività sopra indicate sono riportate a titolo esemplificativo ma non esaustivo.

COSA FINANZIA IL BANDO

Attività formative

  • interventi di breve durata (2-16 ore);
  • interventi di media durata (17-50 ore);
  • interventi di lunga durata (51-160 ore).

Formazione indoor (solo per progetti di tipologia A)

  • Tenuto conto della particolarità delle tematiche e delle tipologie di destinatari coinvolti, si sottolinea la necessità di utilizzare metodologie innovative di gestione del gruppo aula, che possano favorire un approccio di apprendimento basato sul fare e sullo sperimentare

Formazione outdoor (solo per progetti di tipologia B)

  • Tenuto conto delle caratteristiche dei destinatari e della specificità delle tematiche oggetto dei progetti, si intende sostenere la realizzazione di percorsi formativi su misura, favorendo l’utilizzo di metodologie innovative dove l’attività d’aula viene integrata o sostituita con soluzioni di apprendimento esperienziale

Interventi di accompagnamento

  • Assistenza/consulenza (individuale e/o di gruppo)
  • Coaching (individuale e/o di gruppo)
  • Counseling (individuale e/o di gruppo)
  • Visita di studio (individuale e/o di gruppo)
  • Visita aziendale (individuale e/o di gruppo)
  • Action research
  • Seminari informativi
  • Workshop/focus group
  • Sportello (in presenza e telematico)
  • Project work
  • Incontri per piani di sviluppo e reti

Altri strumenti per l’internazionalizzazione e l’innovazione

  • Mobilità formativa e professionale transnazionale e territorialeBorsa per la partecipazione a corsi di alta formazione
  • Borsa per la partecipazione a corsi di formazione linguistica (solo per progetti di tipologia A)
  • Certificato di conoscenza linguistica (solo per progetti di tipologia A)
  • Borsa di ricerca
  • Borsa di alto apprendistato (Master/Dottorati)
  • Incentivi per il ricorso a competenze manageriali (Temporary Manager)

ULTERIORI SPESE AMMISSIBILI

Se funzionali al progetto aziendale, possono essere riconosciute all’impresa (massimo 30% del totale del progetto) le spese o le quote di ammortamento seguenti:

  • Acquisto, rinnovo, adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature, strumentali alla realizzazione del progetto
  • Canoni di leasing dei beni di cui alla precedente tipologia
  • Mezzi mobili strettamente necessari alla realizzazione del progetto e dimensionati alla effettiva produzione, identificabili singolarmente e a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni
  • Spese tecniche per progettazione, direzione lavori, collaudo e certificazione degli impianti
  • Acquisto di hardware e di software specialistici strumentali alla realizzazione del progetto e strumenti dedicati alla tecnologia digitale
  • Acquisto di diritti di brevetto, di licenze, di Know-how o di conoscenze tecniche non brevettate, strumentali alla realizzazione del progetto
  • Acquisizione di banche dati, ricerche di mercato, biblioteche tecniche strumentali alla realizzazione del progetto
  • Spese per perizie tecniche strumentali alla realizzazione del progetto
  • Spese per la partecipazione di un’impresa ad una determinata fiera o mostra (costi sostenuti per la locazione, l’installazione e la gestione dello stand)

ELEMENTI DI PREMIALITA’

  • La partecipazione di imprese socialmente responsabili
  • Il coinvolgimento di imprese che non sono state coinvolte nelle attività progettuali relative alla DGR nn. 869/13, 361/14, 784/15, 785/15, 37/16 e 38/16.
  • Organizzazione di incontri con la presenza di aziende estere al fine di facilitare lo scambio di esperienze e rafforzare legami di businness (Interventi Tipologia A)
  • Azioni concrete di trasmissione di conoscenze e competenze per lo sviluppo e la creazione di living labs con modalità verticali e orizzontali di coinvolgimento dei diversi attori (Interventi Tipologia B)

TEMPI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE

Le domande potranno essere presentate con modalità a sportello (a mezzo pec) tramite Società accreditate per la Formazione Continua (colgo l’occasione per ricordarvi che sono partner di enti accreditati alla Regione Veneto).

Periodo di apertura degli sportelli:

  • 1 settembre 2016 – 30 settembre 2016
  • 1 ottobre 2016 – 31 ottobre 2016

ULTERIORI INFORMAZIONI

Dotazione finanziaria: 20.000.000 €

Se siete interessati alle tematiche del bando e volete ricevere maggiori informazione su come la vostra azienda possa accedervi non esitate a contattarmi.

 

“Se vuoi ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto”

Le strategie di crescita per una Startup

strategie crescita

E’ una lotta estenuante quella che combattono ogni giorno le startup e le giovani imprese per tenere il passo con un mercato che cambia rapidamente e che si confronta non solo con l’economia interna ma anche e soprattutto con quella globale.

Fortunatamente ci sono alcuni accorgimenti per creare stabilità durante lo sviluppo di una strategia che faciliti la crescita e l’acquisizione di una posizione consolidata all’interno del mercato.

Con lo sviluppo di una strategia di espansione del proprio business, un’azienda sarà in grado di esercitare un maggiore controllo e sarà in grado inoltre di determinare la direzione giusta invece di muoversi alla rinfusa e sperare che tutto vada per il meglio.

Ecco alcuni consigli rapidi per una “crescita felice”:

Stabilite la vostra Value Proposition

Frase sentita mille volte:

Solo il 50% delle startup sopravvive oltre i 5 anni e solo il 33% arriverà oltre i 10.

I due fattori che concorrono maggiormente al fallimento delle nuove imprese (ma anche di quelle vecchie) sono correlati ad un insufficiente studio del mercato e al mancato sviluppo di una strategia di crescita differenziata per il breve e il lungo periodo.

Una strategia di crescita è molto più del semplice immaginare cosa succederà tra 12 – 24 – 36 mesi, si sta creando un piano concreto e perseguibile che detterà le azioni e le decisioni da lì in avanti.

Posizionamento all’interno del mercato, campagne di branding e marketing, customer satisfaction sono le parole chiave per creare una proposta di valore forte, chiara e decisa.

Nel definire una value proposition l’azienda crea il motivo (o i motivi) principe per cui i clienti dovrebbero utilizzare quel prodotto/servizio piuttosto che quello della concorrenza, determinano ciò che li rende migliori ed unici per il loro target di riferimento.

Perché il vostro smartphone è Apple e non Samsung? Perché guidate una Mercedes e non una Dacia? Perché utilizzate Uber anziché chiamare un taxi? Cosa vi spinge ad acquistare su Amazon anziché andare al centro commerciale? Dietro ogni scelta c’è un’azienda con una proposta di valore chiara.

Il Value Proposition Canvas sicuramente vi potrà aiutare in questo arduo compito.

Fatevi comprare

No, non stiamo parlando di mazzette.

L’acquisizione è una strategia di crescita basata su approccio aggressivo che spesso le grosse aziende hanno nei confronti delle startup che possiedono ottime prospettive di crescita o delle piccole aziende artigiane che hanno una qualità eccelsa.

Ad esempio Facebook sta razzolando tutto quello che trova sul mercato, da Instagram a WhatsApp per arrivare a Oculus e aveva provato anche con Snapchat. Restando nel mercato interno un buon esempio è quello di Pizzabo.it acquistato dal colosso tedesco Rocket Internet o di Grom fondata a Torino e adesso nelle mani di Unilever.

L’acquisizione ha permesso all’azienda leader di rafforzare la propria posizione sul mercato, acquisire nuove competenze o entrare in un nuovo segmento, mentre ha permesso all’acquisita di avere i capitali necessari per svilupparsi.

Identificare il cliente ideale

Fornire un servizio o un prodotto che permetta di risolvere un problema -specifico- per un gruppo -specifico- di clienti. La chiave sta tutta qui. Quanto più un’azienda è in grado di identificare il loro cliente ideale con chiarezza, tanto più sarà in grado di sviluppare un approccio altamente performante per il marketing e la distribuzione del prodotto/servizio. Avere una chiara comprensione di chi sono i clienti permetterà di stabilire obiettivi di marketing lucidi. Senza un pubblico definito e un obiettivo chiaro i piani di marketing tendono ad essere ambigui, discontinui e non presentano con precisione il messaggio che l’azienda vuole dare.

Definire gli indicatori chiave

L’acquisizione è un approccio strategico aggressivo di espansione, la crescita può essere però generata anche mediante l’ampliamento della quota di mercato, sicuramente difficile ma meno radicale. Per arrivare a questo ampliamento bisogna definire chiaramente gli indicatori chiave di successo, in questo caso indicatori chiave di espansione.

La domanda quindi è: Quali sono i punti chiave per misurare il successo generato dai cambiamenti e dalle innovazioni?

Se il cambiamento non può essere misurato allora non c’è modo di valutare in modo efficace ed efficiente se un’impresa sta eseguendo quello che dovrebbe ed è quindi ingovernabile. Ogni azienda ha alcuni indicatori univoci che riguardano direttamente o indirettamente la sua crescita. E’ indispensabile saper identificare questi indicatori per garantire una crescita costante.

Conclusione

L’elaborazione di una corretta strategia di sviluppo e condizionata fortemente dal tipo di business, dal mercato o tipo di industria, tuttavia, queste idee semplici sono molto concrete e possono essere applicate a quasi tutte le situazioni.

Vendere è la cosa più facile (e redditizia) da fare ma anche quella più costosa se amate il vostro business. Zuckemberg nel 2006 rifiutò 1 miliardo di dollari offerto da Yahoo per Facebook, all’epoca l’avremmo definito pazzo ma oggi chi ha avuto ragione?

Qualsiasi decisione o strategia decidiate di intraprendere ragionate fuori dagli schemi e ricordate sempre che:

Per ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto

Il metodo Lean Startup (anche) per PMI

metodo lean startup per pmi

Il business plan tradizionale ha molte virtù.

Iniziare un nuovo progetto d’impresa richiede che il neo-imprenditore prenda in considerazione tutti i componenti di una operazione di business di successo, dalla struttura giuridica al piano di marketing fino alle proiezioni finanziarie, dando così all’impresa una maggiore probabilità di successo.

Ma lungo la strada che si percorre durante l’avvio di una nuova impresa il business plan non è impeccabile e fa emergere alcune criticità.

Le lamentele più comuni sono basate sul fatto che il business plan si basa ipotesi non dimostrate, il processo di elaborazione è relativamente lungo e spesso il business plan non è molto orientato al cliente cosa invece è necessaria per impostare una strategia competitiva fin dall’inizio.

Un business plan ben realizzato e con un prospetto economico-finanziario positivo può anche infondere un falso senso di fiducia nel’imprenditore che, in alcuni casi, può portare a sovrainvestire in un modello di business che in realtà non è stato né provato né testato. Sovrainvestire fin dall’inizio può essere (e spesso lo è) una causa di mortalità per le startup, avendo queste nuove iniziative necessità di investimenti iniziali per l’acquisto di immobilizzazioni, polizze assicurative, affitto etc.

Quando parlo con gli imprenditori mentre stiamo pianificaziondo un nuovo business o il lancio di un nuovo prodotto mi capita spesso dire:

“Ma dove vuoi andare se non sai dove stai andando?”

Perfortuna il business plan tradizionale non è l’unico modo di pensare ad una nuova iniziativa.

Negli anni passati da studente e in quelli in cui mi sono messo alla prova sul mercato prima da startupper e poi da consulente ho osservando attentamente l’ascesa di un metodo alternativo per lanciare una nuova impresa, un insieme di processi gestionali ed organizzativi noti come lean startup. Ma cosa vuol dire lean? e perché penso che questo metodo sia più potente dell’approccio tradizionale?

Fedele al suo nome il metodo lean è orientato a ridurre al minimo gli input costosi e tagliare i tempi dei processi di pianificazione. Il metodo lean trasforma il processo di pianificazione aziendale orientandolo principalmente verso lo stakeholder più importante: il cliente. E mentre il metodo lean ha guadagnato popolarità tra le startup tecnologiche molti dei principi di base di questa metodologia hanno un enorme potenziale inespresso per gli imprenditori di altri settori, specie per le PMI tanto care a me che vivo nel nord-est dell’Italia.

Vediamo alcuni tratti distintivi del metodo lean startup:

  • Business Model Canvas : E’ un template per visualizzare e analizzare il modello di business e valutare quali cambiamenti sono necessari. Viene spesso presentato come la più efficace ed efficiente alternativa al business plan tradizionale. Tra le altre cose costringe le imprese a delineare la struttura dei costi, opportunità, risorse fondamentali e minacce. La criticità più rilevante che riesce a risolvere questo modello è la profonda comprensione di chi sono i potenziali clienti.
  • Il Minimum Viable Product (MVP) : L’MVP è una sorta di prodotto pilota, una versione di prova di un nuovo prodotto che permette alla squadra di testare diverse ipotesi circa l’interesse del mercato e alla domanda che potrebbe generare ma con un investimento iniziale minimo.
  • Interviste ai clienti : L’azienda lean dovrebbe essere in un costante stato di rivalutazione, questo per assicurare che l’offerta dell’azienda soddisfi le esigenze del mercato. Si tratta di realizzare interviste ai potenziali clienti prima e dopo il lancio di un nuovo prodotto o servizio. L’impresa deve essere orientata al ri-addatare rapidamente le sue linee di prodotti e modelli di business e deve essere inoltre disposta a cambiare rapidamente se il mercato lo richiede.

Sono consapevole delle difficoltà che si inontrano nel portare una metodologia di management così rapida ed innovativa, che trova facile applicazione all’interno gli incubatori e acceleratori d’impresa, ma che nelle PMI che sono usualmente statiche fa fatica ad affermarsi, ma in fondo mi piacciono le sfide e il mio motto è pur sempre

 

Case cantoniere Anas in gestione

case cantoniere bando gestione

 

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 15/07/2016 del bando di gara denominato “Concessione della gestione e valorizzazione di trenta Case Cantoniere” Anas ha deciso di mettere disposizione le case cantoniere di sua proprietà con un bellissimo bando che mira alla valorizzazione del territorio.

Dopo uno stallo di diversi anni si è finalmente deciso di dare nuova vita alle famose “case rosse” presenti in molte delle nostre città, convertendo gli stabili in strutture ricettive, punti vendita di prodotti locali e tourist information.

Vediamo ora dove si trovano le prime 30 case cantoniere oggetto del bando, i requisiti per partecipare e come presentare la domanda.

Dove si trovano le case cantoniere?

Le prime 30 case oggetto di riqualificazione si trovano in Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Puglia.

Elenco completo qui –> http://www.casecantoniere.it/mappa-case-cantoniere/

Come funziona il bando?

Le case cantoniere rimarranno di proprietà di Anas che si impegnerà però a ristrutturarle completamente per far sì che possano diventare strutture ricettive concedendole in gestione per 10 anni a chi presenta un progetto d’impresa strutturato e credibile oltre che provvedere al pagamento di un canone annuale da versare alla società autostradale con base d’asta a tre scaglioni: 18.360€; 20.400€; 22.440€.

A chi è rivolto?

Non vi sono particolari limitazioni sulla forma giuridica, sono ammessi a partecipare alla gara tutti i soggetti di cui all’art.45 del D.Lgs. 50/2016:

a) gli imprenditori individuali, anche artigiani, e le società, anche cooperative;

b) i consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro;

c) i consorzi stabili, costituiti anche in forma di società consortili, tra imprenditori individuali, anche artigiani, società commerciali, società cooperative di produzione e lavoro;

d) i raggruppamenti temporanei di concorrenti;

e) i consorzi ordinari di concorrenti;

f) le aggregazioni tra le imprese aderenti al contratto di rete;

g) i soggetti che abbiano stipulato il contratto di gruppo europeo di interesse economico (GEIE);

Sono richieste però specifiche capacità economiche e finanziarie (fatturato annuo non inferiore al valore della concessione, che va da un minimo di 85.702 euro per una delle due case cantoniere a La Thuile ai 223.560 di una delle due a Berceto) oltre che capacità professionali e tecniche (tre anni di esperienza nel settore turistico-ricreativo).

Criteri di aggiudicazione?

Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo nei termini dei criteri sotto-enunciati:

A.  Prezzo fino a 30 punti
B.  Componente qualitativa fino a 70 punti

Il punteggio totale massimo ottenibile è quindi pari a 100 e sarà pari alla somma dei punteggi attribuiti alle componenti A e B.

Come presentare la domanda?

Sul Portale Acquisti di Anas – https://acquisti.stradeanas.it – è presente tutta la documentazione richiesta per la presentazione della domanda che dovrà essere effettuata in forma telematica.

Le offerte dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12:00 del 31/10/2016

Video di presentazione iniziativa

Purtroppo, data la mia natura tecnica, divago sempre e subito in tecnicismi dimenticandomi di far capire che oltre all’interessante ritorno sull’investimento di un’iniziativa di questo tipo ci sono anche dei risvolti “romantici” dati dalla valorizzazione del territorio e dal riutilizzo di strutture che altrimenti giacerebbero in stato fatiscente ai cigli della strada.

Per sopperire al problema detto pocanzi vi allego due brevissimi filmati che spiegano con parole chiare e semplici il valore dell’iniziativa

Le case cantoniere Anas – nasce una nuova forma di accoglienza

Case cantoniere: viaggiare, fermarsi, riscoprire

Tre buoni motivi per presentare un progetto

  1. L’enorme visibilità che ha il progetto e la notorietà delle case cantoniere semplificheranno drasticamente le campagne di marketing, avendo già un brand costruito e dovendo investire solo nella comunicazione dello stesso e non nella creazione ex-novo;
  2. Il forte inserimento nel tessuto economico locale con la possibilità di partnership strategiche con i principali produttori agroalimentari della zona che vedranno nella casa cantoniera una vetrina importante per valorizzare i propri prodotti;
  3. La posizione comoda e accessibile alle principali arterie stradali.

Posso esserti utile?

Sono disponibile nel supportare gli imprenditori interessati nella fase di progettazione e nella presentazione del bando, in particolar modo in riferimento ai tre lotti presenti sul Lago di Garda: Casa Cantoniera Salò (lotto 19) Casa Cantoniera Toscolano Maderno (lotto 20) Casa Cantoniera Limone sul Garda (lotto 21);

Non siete ancora convinti?

Guardate il concept realizzato a Salò –> http://www.casecantoniere.it/il-concept/prototipo-casa-cantoniera-salo/

Condividete l’articolo se l’avete trovate interessante e se non l’avete fatto iscrivetevi alla newsletter per ricevere i miei articoli direttamente sulla vostra email oltre che gli inviti esclusivi agli eventi formativi gratuiti che teniamo periodicamente.

Per informazioni info@imperaconsulting.it o al numero +39 04251666332

Finanziamenti a fondo perduto per startup – Veneto 2016

startups veneto fondo perduto 2016

 

Buone notizie per chi ha scelto il 2016 come anno per fare impresa, con la pubblicazione sul Bur n. 56 del 10 giugno 2016 della Regione Veneto sono stati pubblicati una serie di bandi di finanziamento a sostegno delle PMI venete. Oggi vedremo il primo dedicato alle startup per vedere nei prossimi giorni quello dedicato al turismo. La Regione col presente bando, co-finanziato dall’unione europea e facente parte del programma di sviluppo Por Fesr 2014-2020, intende rafforzare il sistema imprenditoriale Veneto mediante il sostegno all’avvio, insediamento e sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali in grado di promuovere ricambio e diversificazione nel sistema produttivo, oltre a generare nuove opportunità occupazionali. L’azione promuove, quindi, l’imprenditorialità facilitando lo sfruttamento economico di nuove idee e supportando gli investimenti necessari alla creazione di nuove imprese.

Il bando che andrò ora ad esporvi è orientato alle start-up e alle nuove imprese o professionisti che hanno iniziato l’attività da non più di 12 mesi o che intendono aprirla sfruttando questi incentivi.

La dotazione finanziaria messa in campo è molto importante dato che il contributo previsto è a fondo perduto per il 50% dell’investimento e si presenta come un’occasione da non perdere.

Bando per l’erogazione di contributi alle nuove imprese

Dotazione finanziaria

L’Azione ha una dotazione finanziaria di euro 4.500.000,00

Localizzazione

L’investimento oggetto dell’agevolazione deve essere realizzato e localizzato nel territorio della Regione Veneto.

Soggetti ammissibili

Sono ammesse alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese (PMI), indipendentemente dalla loro forma giuridica, quindi sono aperti a ditte individuali, società di persone e di capitali.

  • in caso di PMI e loro Consorzi, essere regolarmente iscritta al Registro delle Imprese, istituito presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura competente per territorio, da non più di 12 mesi alla data di apertura dei termini per la presentazione della domanda (13 Luglio 2016).
  • in caso di professionisti non costituiti in società regolarmente iscritte al Registro Imprese, essere iscritti agli ordini professionali oppure aderire alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 ed essere in possesso dell’attestazione rilasciata ai sensi della medesima legge n. 4 del 2013
  • in caso di PMI e loro Consorzi, la domanda può essere presentata anche da persone fisiche che intendano costituire una nuova impresa (c.d. “promotori d’impresa”), a condizione che, a pena di decadenza della domanda, entro 45 giorni dalla data di comunicazione dell’ammissione ai benefici, provvedano alla regolare iscrizione al Registro Imprese. Tale impresa, a pena di decadenza dal contributo e conseguente revoca totale del contributo, deve essere costituita esclusivamente dalle persone fisiche e giuridiche indicate nella domanda di ammissione, nonché mantenere la forma giuridica (imprese singole, società di persone, società di capitali, società cooperative, consorzi, etc.) e la ripartizione delle azioni o delle quote sociali indicate nella domanda medesima.
  • avere l’unità operativa in cui si realizza il progetto imprenditoriale in Veneto. Qualora all’atto della presentazione della domanda il richiedente non abbia l’unità operativa sul territorio della Regione Veneto, l’apertura della stessa, che deve avvenire entro il termine perentorio del 15 giugno 2017
  • esercitare un’attività economica classificata con codice ISTAT ATECO 2007 primario e/o secondario nei settori indicati nell’Allegato C al presente Bando (per capire se il vostro codice è tra quelli ammissibili vi invito a contattarci)

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i progetti di supporto all’avvio, insediamento e sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali in grado di promuovere ricambio e diversificazione nel sistema produttivo, oltre a generare nuove opportunità occupazionali. Il progetto ammesso all’agevolazione deve essere concluso ed operativo entro il termine perentorio del 15 giugno 2017. Il progetto si considera concluso ed operativo quando:

  • le attività sono state effettivamente realizzate;
  • le spese siano state sostenute;
  • abbia realizzato l’obiettivo per cui è stato ammesso a finanziamento.

Non sono ammissibili i progetti portati materialmente a termine o completamente attuati prima della presentazione della domanda di partecipazione a prescindere dal fatto che tutti i relativi pagamenti siano stati effettuati dal beneficiario

Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi rientranti nelle seguenti categorie:

  1. macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature ed arredi nuovi di fabbrica;
  2. spese di progettazione, direzioni lavori e collaudo connesse alle opere edili/murarie di cui al punto 6.;
  3. spese notarili di costituzione della società o dell’associazione di professionisti;
  4. mezzi di trasporto ad uso interno o esterno, ad esclusivo uso aziendale, con l’esclusione delle autovetture;
  5. consulenze specialistiche finalizzate all’accompagnamento/tutoraggio del beneficiario nella fase di realizzazione del progetto imprenditoriale ammesso all’agevolazione;
  6. opere edili/murarie e di impiantistica;
  7. programmi informatici.

Forma soglie e intensità degli interventi

L’agevolazione, nella forma di contributo a fondo perduto, è pari al 50% della spesa rendicontata ammissibile per la realizzazione del progetto:

  • nel limite massimo di euro 75.000,00 (settantacinquemila/00) corrispondenti ad una spesa rendicontata ammissibile pari o superiore ad euro 150.000,00 (centocinquantamila/00);
  • nel limite minimo di euro 10.000,00 (diecimila/00) corrispondenti ad una spesa rendicontata ammissibile pari ad euro 20.000,00 (ventimila/00).

Non sono ammesse le domande di partecipazione i cui progetti comportino spese ammissibili per un importo inferiore ad euro 20.000,00 (ventimila/00).

Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti del Regolamento “de minimis” n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013.

Termini e modalità di presentazione

La domanda di sostegno deve essere compilata e presentata esclusivamente per via telematica, attraverso il Sistema Informativo Unificato della Programmazione Unitaria (SIU) della Regione

L’apertura dei termini per la compilazione della domanda di sostegno è prevista alle ore 10.00 del giorno lunedì 27 giugno 2016. La domanda potrà quindi essere presentata a partire dalle ore 10.00 del giorno mercoledì 13 luglio 2016, fino alle ore 18.00 del giovedì 28 luglio 2016.

 

Il nostro studio è lieto di poter offrire assistenza nella compilazione del bando e supporto nella successiva realizzazione degli investimenti che si intendono sviluppare con i fondi ottenuti.

Per informazioni info@imperaconsulting.it o al numero +39 04251666332