[Bandi-Veneto] DGR 1284/16 – L’impresa futura tra internazionalizzazione e innovazione

l impresa futura tra internazionalizzazione e innovazione

La Regione Veneto, con D.G.R. n. 1284/16, ha approvato l’avviso pubblico per la presentazione di proposte per il bando “L’impresa futura tra internazionalizzazione e innovazione”, nell’ambito del Programma Operativo Regionale – Fondo Sociale Europeo 2014-2020 in sinergia con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – Asse I Occupabilità.

DESTINATARI

  • Lavoratori, titolari e coadiuvanti di imprese private per le unità operative in Veneto;
  • Liberi professionisti e lavoratori autonomi aventi sede in Veneto.

Non sono ammissibili i destinatari riferibili a:

  • Lavoratori settore pesca, sanità, socio-assistenziale, rapporti con organismi di formazione
  • Imprese pubbliche o organismi di diritto pubblico

OBIETTIVI GENERALI

Lo sviluppo delle competenze e l’evoluzione delle professionalità richieste dai diversi comparti per adattare la trasformazione delle produzioni e dei servizi ad esse collegati ai nuovi modelli produttivi e di organizzazione del lavoro di quella che oggi va a definirsi come l’ industria 4.0, risulta fondamentale per non perdere l’occasione di gestire al meglio il cambiamento rivoluzionario in atto che si sta sviluppando con le “fabbriche intelligenti”. Infatti, il mescolarsi di know-how tecnico-artigianale con le nuove tecnologie, integrate a monte ed a valle lungo tutta la catena del valore, e la disponibilità di nuovi mercati, fisici e di natura virtuale, rende l’acquisizione di competenze chiave (hard skills) nonché di competenze innovative (soft e digital skills), di fondamentale importanza per l’impresa del futuro, la quale dovrà confrontarsi sempre più con la sfida di soddisfare non più esclusivamente i bisogni di un pubblico di massa, ma anche di intercettare le esigenze specifiche di nicchie sempre più piccole di utenti e consumatori finali.

TIPOLOGIE E TEMATICHE DEI PROGETTI AZIENDALI

Hard Skills – Tipi di Attività

  • Analisi aziendali per lo studio di possibilità di sviluppo verso l’estero;
  • Percorsi di potenziamento delle competenze linguistiche specialistiche;
  • Sviluppo di competenze e strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione di prodotti e/o servizi;
  • Redazione di business plan per l’ingresso in mercati esteri;
  • Sostegno alla ricerca di informazioni sui nuovi territori di sviluppo;
  • Guida agli investimenti ed attrazione di investimenti esteri;
  • Formazione per la partecipazione a finanziamenti internazionali;
  • Assistenza all’inserimento e/o creazione di network nazionali o internazionali di settore (anche di natura virtuale);
  • Supporto alla partecipazione a filiere produttive trans-nazionali;
  • Percorsi di consolidamento di distretti produttivi e di sviluppo di nuovi modelli di business e/o infrastrutture sociali innovative;
  • Partecipazione a fiere e manifestazioni;
  • Ricerca di partner per lo sviluppo di nuove linee di prodotto e/o servizi;
  • Sviluppo di comunicazioni efficaci tra produttori, fornitori, clienti/consumatori e scambio di esperienze.

Le attività sopra indicate sono riportate a titolo esemplificativo ma non esaustivo.

Soft e Digital Skills – Tipi di Attività

  • Analisi delle competenze presenti all’interno dell’azienda e conseguente valorizzazione per rispondere ai nuovi modelli di organizzazione orizzontale del lavoro e di produzione (skills assessment);
  • Predisposizione di piani aziendali per lo sviluppo e/o acquisizione di competenze necessarie per intercettare le esigenze delle nuove funzioni aziendali (skills development);
  • Analisi dei fabbisogni di competenze all’interno dell’azienda, con particolare attenzione a quelle di natura digitale e alle nuove figure chiave (skills requirements);
  • Percorsi di rafforzamento e sviluppo di competenze trasversali (soft skills);
  • Percorsi di acquisizione di competenze per rispondere alla trasformazione digitale dell’economia (digital skills);
  • Valorizzazione delle risorse formative interne e dell’autoformazione;
  • Diffusione e capitalizzazione della conoscenza aziendale;
  • Percorsi volti al trasferimento delle competenze all’interno dell’azienda nonché delle competenze di quanti gravitano intorno all’azienda stessa (clienti, fornitori, partner, ecc.).

Le attività sopra indicate sono riportate a titolo esemplificativo ma non esaustivo.

COSA FINANZIA IL BANDO

Attività formative

  • interventi di breve durata (2-16 ore);
  • interventi di media durata (17-50 ore);
  • interventi di lunga durata (51-160 ore).

Formazione indoor (solo per progetti di tipologia A)

  • Tenuto conto della particolarità delle tematiche e delle tipologie di destinatari coinvolti, si sottolinea la necessità di utilizzare metodologie innovative di gestione del gruppo aula, che possano favorire un approccio di apprendimento basato sul fare e sullo sperimentare

Formazione outdoor (solo per progetti di tipologia B)

  • Tenuto conto delle caratteristiche dei destinatari e della specificità delle tematiche oggetto dei progetti, si intende sostenere la realizzazione di percorsi formativi su misura, favorendo l’utilizzo di metodologie innovative dove l’attività d’aula viene integrata o sostituita con soluzioni di apprendimento esperienziale

Interventi di accompagnamento

  • Assistenza/consulenza (individuale e/o di gruppo)
  • Coaching (individuale e/o di gruppo)
  • Counseling (individuale e/o di gruppo)
  • Visita di studio (individuale e/o di gruppo)
  • Visita aziendale (individuale e/o di gruppo)
  • Action research
  • Seminari informativi
  • Workshop/focus group
  • Sportello (in presenza e telematico)
  • Project work
  • Incontri per piani di sviluppo e reti

Altri strumenti per l’internazionalizzazione e l’innovazione

  • Mobilità formativa e professionale transnazionale e territorialeBorsa per la partecipazione a corsi di alta formazione
  • Borsa per la partecipazione a corsi di formazione linguistica (solo per progetti di tipologia A)
  • Certificato di conoscenza linguistica (solo per progetti di tipologia A)
  • Borsa di ricerca
  • Borsa di alto apprendistato (Master/Dottorati)
  • Incentivi per il ricorso a competenze manageriali (Temporary Manager)

ULTERIORI SPESE AMMISSIBILI

Se funzionali al progetto aziendale, possono essere riconosciute all’impresa (massimo 30% del totale del progetto) le spese o le quote di ammortamento seguenti:

  • Acquisto, rinnovo, adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature, strumentali alla realizzazione del progetto
  • Canoni di leasing dei beni di cui alla precedente tipologia
  • Mezzi mobili strettamente necessari alla realizzazione del progetto e dimensionati alla effettiva produzione, identificabili singolarmente e a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni
  • Spese tecniche per progettazione, direzione lavori, collaudo e certificazione degli impianti
  • Acquisto di hardware e di software specialistici strumentali alla realizzazione del progetto e strumenti dedicati alla tecnologia digitale
  • Acquisto di diritti di brevetto, di licenze, di Know-how o di conoscenze tecniche non brevettate, strumentali alla realizzazione del progetto
  • Acquisizione di banche dati, ricerche di mercato, biblioteche tecniche strumentali alla realizzazione del progetto
  • Spese per perizie tecniche strumentali alla realizzazione del progetto
  • Spese per la partecipazione di un’impresa ad una determinata fiera o mostra (costi sostenuti per la locazione, l’installazione e la gestione dello stand)

ELEMENTI DI PREMIALITA’

  • La partecipazione di imprese socialmente responsabili
  • Il coinvolgimento di imprese che non sono state coinvolte nelle attività progettuali relative alla DGR nn. 869/13, 361/14, 784/15, 785/15, 37/16 e 38/16.
  • Organizzazione di incontri con la presenza di aziende estere al fine di facilitare lo scambio di esperienze e rafforzare legami di businness (Interventi Tipologia A)
  • Azioni concrete di trasmissione di conoscenze e competenze per lo sviluppo e la creazione di living labs con modalità verticali e orizzontali di coinvolgimento dei diversi attori (Interventi Tipologia B)

TEMPI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE

Le domande potranno essere presentate con modalità a sportello (a mezzo pec) tramite Società accreditate per la Formazione Continua (colgo l’occasione per ricordarvi che sono partner di enti accreditati alla Regione Veneto).

Periodo di apertura degli sportelli:

  • 1 settembre 2016 – 30 settembre 2016
  • 1 ottobre 2016 – 31 ottobre 2016

ULTERIORI INFORMAZIONI

Dotazione finanziaria: 20.000.000 €

Se siete interessati alle tematiche del bando e volete ricevere maggiori informazione su come la vostra azienda possa accedervi non esitate a contattarmi.

 

“Se vuoi ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto”

Internazionalizzazione low-cost: come fare?

internazionalizzazione ecommerce

In questi mesi si è molto parlato del bando del Decreto Ministeriale 15 maggio 2015 relativo ai voucher per l’internazionalizzazione che permettono di avere un bonus fino a 10000 euro per avere un temporary export manager per almeno 6 mesi all’interno della propria azienda, a patto che il tutto venga co-finanziato di tasca propria per almeno 3000 euro.

In questa sede non vogliamo assolutamente negare l’estrema utilità di investire in un manager che con la propria esperienza può permettere ad un’azienda di portare prodotti e brand verso paesi emergenti e non che hanno mercati sicuramente più recettivi e redditizi di quello interno, ma vogliamo piuttosto far riflettere sulle alternative disponibili per che trovatosi escluso dal bando non può permettersi un temporary export manager.

Il bando inizialmente previsto di dotazione finanziaria pari a 10 milioni di euro è stato ulteriormente aumentato fino a 17,8 milioni e ha permesso ad un totale di 1780 imprese di accedere a questo voucher, peccato che le aziende richiedenti fossero 4146. (fonte dati: Ministero dello Sviluppo).

Non può che far piacere nel vedere che un numero così alto di imprese si sia interessato alle dinamiche fondamentali dell’internazionalizzazione in un mercato come quello odierno che ormai saturo di offerta ha bisogno di trovare nuovi sbocchi, ma rimane il fatto che molte microimprese con prodotti d’eccellenza sono state tagliate fuori e non hanno la possibilità di sborsare di tasca propria i 15000 euro necessari per un manager esterno, oltre a tutte le altre spese correlate ai processi di vendita in un contesto globale.

Cosa fare per portare il proprio prodotto in tutto il mondo senza avere grosse disponibilità finanziarie?

Internet grazie alle potenzialità dell’e-commerce oggi ci viene in aiuto in modo determinante, collegando mercati e dando la possibilità a chi non ha grandi risorse di crearsi spazio all’interno di nuovi mercati.

Possiamo articolare, in 10 punti + 1 i passaggi necessari per portare il proprio business fuori dai confini nazionali, ricordando comunque che si tratta di una riduzione schematica di un concetto molto ampio e complesso.

  1. La prima cosa da capire è che stiamo comunque parlando di un investimento, sia in termini economici, sia in termini di tempo, sia termini di risorse e quindi non va preso sottogamba.
  2. La cosa più ovvia ma che nella pratica non lo è mai è scegliere il mercato di destinazione: non si può vendere ovunque e non è nemmeno necessario. Per prima cosa si scelgono i mercati più redditizi o piu recettivi verso i nostri prodotti.
  3. Scegliere i prodotti che si vuole esportare. Potremmo essere tentati dall’idea che essendo i nostri prodotti di qualità possano venire apprezzati ma nella realtà dei fatti conviene selezionare solo alcuni prodotti.
  4. Fare un’analisi strutturata del mercato di destinazione, per strutturata si intende identificare sia la presenza di un mercato per il nostro prodotto e sia una segmentazione accurata dei potenziali clienti. Sparare nel mucchio sperando di avere un ritorno economico può funzionare solo se siamo fortunati, ma qui parliamo di business non di lotto e puntiamo alla creazione di valore nel tempo.
  5. Scegliere un partner per la logistica. Questo punto è fondamentale e va accuratamente studiato in un piano dettagliato che preveda la scelta di una logistica con una solida rete globale formata da sedi e magazzini nei centri nevralgici del commercio. Bisogna vagliare le varie aziende, ricevere feedback e pareri da chi le utilizza già e poi attuare una scelta. Le motivazioni sono sostanzialmente due: per primo la merce potrebbe arrivare danneggiata con grave danno alla vostra immagine e per secondo la dogana può creare non pochi problemi a chi è impreparato.
  6. Determinare i metodi di pagamento che possono essere standardizzati se decidiamo di offrire l’e-commerce in molti paesi oppure dedicati se offriamo i nostri prodotti in una nazione specifica. Indicativamente bonifico, PayPal e un gateway di carte di credito sono più che sufficienti.
  7. Per comprarci devono capirci, bisogna affidarsi ad uno o più traduttori (tendenzialmente sono anche fonte di ottimi consigli anche sul mercato di destinazione) che traducano i testi del sito e le descrizioni dei prodotti.
  8. Ovviamente la parte clou di tutto è la modifica del sito di e-commerce (sperando che siate stati lungimiranti e abbiate già adottato questa tipologia di vendita anche per il mercato interno). Una volta effettuate le modifiche siamo pronti ad essere lanciati sul mercato e a curare gli ultimi due punti. Ovviamente molti sono sprovvisti del sito di e-commerce ma vogliono comunque vendere all’estero. In questo caso possiamo presentare i nostri prodotti all’interno di portali vetrina, generici (alibaba.com, aliexpress.com, amazon.com, ebay.com per citarne alcuni) o dedicati al proprio settore merceologico di riferimento (yesmywine.com che mi da sempre grandi soddisfazioni per il vino ad esempio). In questo caso la valutazione dei portali in cui presentare i nostri prodotti va fatta all’inizio contestualmente al piano.
  9. Google AdWords potrebbe non bastare. In Cina e in Russia ci sono altri motori di ricerca dominanti, rispettivamente Baidu e Yandex, e quindi anche in questo caso dovrete fare un’accurata ricerca per determinare dove cercano il prodotto che voi offrite. Indicativamente però spendere qualche euro anche con Google AdWords può portare a dei buoni ritorni. Fondamentale strutturare una campagna di web marketing e di social media marketing adeguata, ricordando sempre che Facebook a Pechino non è poi così forte, ma ci sono altre vie, o meglio altri social, per conquistare il mercato. Questa è la cosa che farà la differenza tra un e-commerce di successo e una che porterà risultati deludenti o comunque sotto le aspettative. Oltre al lato “tecnico” curate molto l’aspetto comunicativo, ricordando che magari state offrendo i vostri prodotti dall’altra parte del mondo e quindi potrebbero vigere regole comunicative molto diverse dalle nostre, una pubblicità maliziosa da noi diverte ma in Arabia Saudita offende.
  10. Sfruttate le Digital PR al massimo. Nel mondo sono presenti blog, blogger e influencer per ogni settore merceologico che possono dare una spinta determinante al vostro business sponsorizzando i vostri prodotti. Il passaparola era, è e probabilmente sarà per molto tempo la tecnica di vendita più efficace e quindi non c’è cosa migliore che far parlare del proprio prodotto a qualcuno di cui la gente ha stima e fiducia. Qui oltre che le vendite potrete avere degli enormi vantaggi anche in termini di visibilità di brand e di reputation. Identificate gli influencer, contattateli, portateli dalla vostra parte e fate in modo che diventino ambassador dei vostri prodotti. Non sottovalutate mai le Digital PR (anche nel mercato interno), oggi più che mai.
  11. Ultimo extra-punto di riflessione che ritengo fondamentale: Non è detto che l’e-commerce, specie in ambito internazionale, sia adatta al tuo business. I numeri sono grandi ma bisogna ragionare con la testa oltre che con l’entusiasmo. Un buon consulente ( il mio numero è nella sezione contatti 🙂 )  come prima cosa vi consiglia questo.

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