Strategia digitale

Sono passati quasi 10 anni ma lo ricordo come se fosse ieri, all’epoca stavo frequentando la facoltà di economia all’Università di Ferrara.

Durante il corso di marketing, il nostro professore, Fulvio Fortezza, sull’onda della nascita dei social media di massa dà un taglio decisamente digital al suo corso.

Ricordo come se fosse ieri quando durante una delle prime lezioni, cercando di spiegarci questo cambiamento che portava verso il digitale ci pose due domande:

  • Alzi la mano chi ha un profilo Twitter
  • Alzi la mano chi ha utilizza Foursquare

Alla prima domanda alzammo la mano in tre, alla seconda solo io. La sensazione di imbarazzo misto orgoglio che provai avendo duecento occhi addosso quel giorno mi hanno fatto capire che qualsiasi mestiere avessi fatto nella vita, sarebbe stato legato al digitale.

Ma veniamo al dunque.

Sempre durante quel meraviglioso corso ho avuto l’opportunità di conoscere una grande persona ed un grande professionista del web: Roberto Venturini.

Roberto Venturini uno dei primi che ha creduto nel web, uno dei pochi che poteva dire di fare questo mestiere dal 2000, quando la gente vedeva il marketing come qualcosa di tangibile, divisi tra volantini, cartellonistica e telefonate, lui spiegava alle aziende il perché dovevano essere online.

L’incontro con questo incredibile persona mi ha aperto un mondo, il suo blog robertoventurini.blogspot.com è tra i primi che ho seguito nel mondo del marketing digitale e ad oggi è ancora uno dei migliori perché non parla solo di concetti aleatori buttati cosi alla cazzo, lui portava case study a profusione in modo che chi volesse imparare il mestiere potesse confrontarsi con dinamiche reali e concrete.

Non conoscevo Roberto se non dalle quattro chiacchere fatte durante quella giornata al corso e qualche altra battuta fatta 4 anni dopo ad un evento a Milano, quindi lo giudico per quello che ha scritto e per quello che mi ha trasmesso.

Uno schietto, dal tono ironico, sarcastico e sanguigno, uno che ami o odi.

Per chi vuole capire qualcosa di web, per chi pensa che il social networking e il digital saranno destinate a cambiare la nostra percezione del mondo questo è uno dei testi di riferimento, un lascito a chi non è nativo digitale e forse non ha ancora compreso realmente la piega digitale che sta prendendo il mondo in questo nuovo millennio.

Grazie ancora Roberto, avrei voluto dirtelo quel giorno a Milano. In un mondo in cui tutti si sentono competenti, ma sono in pochi quelli che capiscono seriamente come funziona, si sente davvero la tua mancanza.

 

Se vuoi ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto

Perchè essere presenti -attivamente- su Twitter

tweet-155281_1280

Stamattina mentre stavo preparando il piano per un corso su Twitter che sto preparando per un cliente ho fatto alcune riflessioni relativamente all’utilizzo di questo social in ambito aziendale e per il Personal Branding, da queste mie riflessioni sono emersi alcuni punti interessanti che ora andrò esporvi per punti

  1. Ho un’interazione diretta con le persone: Da nessun’altra parte trovate la possibilità di avere uno scambio diretto d’opinione come su Twitter, soprattutto con persone che hanno ( o pensano di avere) qualcosa da dire. Bisogna sfruttare al massimo questa opportunità per gestire i propri clienti, adottando un customer care mirato che permetta un contatto diretto, in modo da “umanizzare” e dare un senso d’umiltà e disponibilità al professionista o all’azienda;
  2. Gli Hashtag: Se usate qualche parolina magica preceduta dal # non siete più invisibili al mondo, la potenzialità di questo strumento giustifica probabilmente l’intero investimento di tempo e risorse per questo social. L’hashtag permette di indicizzare il vostro tweet e chiunque sia interessato all’argomento saprà che siete della partita e potrà interagire con voi e voi potrete fare lo stesso. Createne uno vostro che vi identifichi e che faccia partecipare la vostra comunità di interesse in modo da poterla circoscrivere in un campo in cui siete voi a dirigerei;
  3. Non bisogna avere fretta: Twitter è un social a se stante, vigono regole e una social etichetta completamente diversa che su altri social, specie che su Facebook. Mantenere lo stesso atteggiamento o aspettarsi risultati immediati porterà ad avere risultati deludenti;
  4. Qualità non quantità: Il “celolunghismo” sui social conta molto poco, se l’obbiettivo è creare lead o solo creare interesse attorno alla vostra professione allora vi serviranno follower fedeli, non vagonate di follower che vi seguono solo per il followback ma che dei vostri contenuti frega ben poco;
  5. Qualità non quantità bis: Questo vale anche per i contenuti, bisogna darsi una direzione ed essere fedeli alla linea, cambiamenti di direzione potrebbero confondere i vostri follower. Stesso discorso per la qualità delle argomentazioni. “Cuori”, retweet e interazioni sono l’unica cosa che conta, il resto sta a zero;
  6. Cooperare è meglio che competere: Nessuno vi insulterà direttamente (al massimo vi mandano un messaggio diretto per quello) quindi l’obbligo è quello di interagire con le persone della vostra rete, le twitstar o i perfetti sconosciuti che come voi condividono un contenuto. Questo scambio porta valore, genera visite al vostro sito/blog e potenziali lead;
  7. Usate quelle benedette liste: Non siete onniscienti, né potete seguire la vagonata di tweet che vengono pubblicati ogni secondo, lo strumento liste è utile perché vi permette di identificare persone/aziende con interessi comuni e dedicare il maggior tempo a loro, oppure di identificare utenti in base alla loro distribuzione geografica, utile nel caso abbiate un business locale;
  8. Sarcasmo: Una nota comunicatica ci vuole, il sarcasmo regna su Twitte, è importante ma andateci piano, se siete su Twitter con un obbiettivo “economico/promozionale” non esagerate con un’arma che diverte ma che dopo un po’ stanca e non dona certo alla vostra immagine;
  9. Potreste esserci e non saperlo: Molti cercano notizie su Twitter, cercatevi, magari qualcuno ha già parlato di voi e non siete riusciti a filtrare quel commento, magari falso e tendenzioso. Qui ogni commento non è circoscritto ad un solo account, ad una stretta cerchia di “amici”, il commento è aperto al mondo (oltre che essere indicizzato su Google), lasciare un commento senza risposta può voler dire l’interazione da parte di un altro utente arrabbiato che cerca qualcuno che parli male di voi e da un piccolo commento si ramifica in una serie di insulti che porteranno chiunque legge ad avere una pessima visione di voi e della vostra attività;
  10. Twitter Card e Twitter Analytics: Le Twitter card permettono di avere una grande visibilità al proprio blog e ai propri articoli, dando un tocco professionale alle vostre pubblicazioni. Analytics è uno strumento meraviglioso reso disponibile a chiunque (mentre un tempo solo a chi sponsorizzava o aveva contenuti a pagamento) che permette un’analisi dettagliata dei propri follower oltre che per genere ed età anche per interessi, permettendoci di capire, come, cosa e soprattutto quando dirlo.

Non si può negare che Twitter non stia vivendo uno dei suo periodi più rosei, avendo i conti in rosso e con una base utenti che cresce a ritmi bassissimi (solo +4 milioni nell’ultimo trimestre contro gli 8 milioni previsti) ma vale comunque ancora la pena di crederci.

Ovviamente seguitemi su twitter @LeleGiacomella e condividete. 🙂

E voi come usate Twitter?