Costruire un brand da zero senza una lira

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La costruzione di un marchio da zero è una sfida scoraggiante. Per chi ha già avviato una nuova iniziativa imprenditoriale o una startup questo non è un segreto. Non mentiamo, le startup spesso sono sfide difficili, la concorrenza a volte è ben radicata, il che significa lunghe sessioni di lavoro passate sul marketing oltre che al dispiegamento di un bel budget necessario per rubare quote di mercato e poter crescere.

So che le ore di lavoro e la creatività possono non rappresentare un problema, poi dipende dalle circostanze, ma non tutti i nuovi marchi sono in grado di contare su un budget di marketing elevato. Nel caso in cui le risorse siano scarse, cosa usuale per le nuove aziende, come si può lavorare per costruire efficacemente il vostro brand?

Sulla base della mia esperienza ho tre consigli per far crescere il vostro brand senza dover vendere un rene:

1. Focus su prodotto

La crescita organica richiede un prodotto forte o un servizio che piace e che porta la gente a sviluppare un naturale passaparola. Invece di concentrarvi su modi accattivanti per promuovere il brand, concentratevi sullo sviluppo dei prodotti in modo che la vostra offerta aziendale fornisca un valore reale per i consumatori. Dovete essere perfezionisti in questo processo, ciò produrrà un prodotto o servizio di cui si può essere orgogliosi, che a sua volta porterà gli utenti a parlarne. Spendere soldi è spesso più facile che passare il tempo a riflettere, ma i risultati a lungo termine rispecchieranno quanto impegno è stato profuso nello sviluppo del prodotto.

Su cosa riflettere?

  • Benefici per il cliente
  • Facilità d’uso (oggi più che mai fondamentale, chiedetelo a chi usa software ERP o CRM)
  • Design

2. Create dei brand evangelists.

Chi sono i brand evangelist? Se siete direttori marketing vi boccio in pieno, se vi occupate d’altro i brand evangelist sono le persone che si svegliano alle 4 di mattina per fare la fila fuori dall’Apple Store (che apre alle 9) per essere i primi a farsi un selfie con il nuovo iPhone 7 Plus, gli stessi che appena nomini la parola Samsung tirano fuori l’aglio, la croce e l’acqua santa. La metafora dovrebbe aver reso l’idea. Per crescere organicamente un brand deve coltivare un gruppo di consumatori disposti a diffondere e difendere il prodotto/servizio nella propria cerchia di conoscenze. Gli “evangelisti del brand” diffondono la parola circa il vostro prodotto ad un pubblico ampio e le loro voci tendono ad essere più efficaci e credibili della voce del brand stesso. Secondo Nielsen il 68% dei consumatori si fida delle opinioni dei consumatori on-line (per chi settimana scorsa era al mio workshop: adesso avete capito perché le recensioni su TripAdvisor sono così pericolose per la vostra attività?), rispetto a solo il 48% che si fida della pubblicità sui motori di ricerca o sulle piattaforme di social media.

(fonte: http://www.nielsen.com/us/en/insights/news/2013/under-the-influence-consumer-trust-in-advertising.html)

Le persone non cercano un prodotto cercano un’esperienza piacevole e divertente. Per questo sono disposte a pagare di più. L’esperienza d’acquisto non finisce quando la cassiera stacca lo scontrino, anzi è proprio li che inizia: fornite soluzioni ai problemi, rispondete alle mail, costruite relazioni con i vostri clienti e chiedetegli pareri e consigli sul vostro prodotto.

Trasformate un cliente in un cliente abituale, il fatturato non aumenta, vola.

3. Rendete facile la condivisione per i clienti.

Non tutti gli utilizzatori dei vostri prodotti diventeranno dei veri evangelizzatori ma se il prodotto è forte è ancora possibile smuovere un moto di condivisione da parte degli utenti. Come? E’ necessario rimuovere tutte le possibili problematiche nel processo di condivisione, fate in modo che sia il più semplice possibile per i clienti condividere sui propri social network. Questo può essere fatto tramite gli widget di social sharing sul sito web, tramite i tweet pre-compilati nei post e tramite post sui social in cui viene richiesta una opinione agli utenti sui contenuti dell’azienda, una sorta di co-creazione di contenuti.

Suggerimenti:

  • Date un premio a chi condivide (il famoso “un mese gratis se porti un amico”);
  • Se il prodotto/servizio è particolare lo condivideranno più volentieri;
  • La personalizzazione di massa porta alla condivisione (vedi Nutella e CocaCola con i nomi sul packaging);
  • Le persone vogliono mettersi in mostra: comprano il vostro prodotto e taggano il vostro marchio su instagram.

Ora, come sempre, potete dire che non c’è budget e mettervi in un angolo a piangere perchè non avete liquidità, le banche non vi finanziano, non trovate un business angel e le piattaforme di crowdfunding vi rimbalzano oppure potete radunare il vostro team di sviluppo se siete una startup o le persone più creative che avete in azienda se siete una PMI e iniziare a pensare. Vi stupirete delle grandi idee che possono emergere a costo zero. Per il resto non esiste una direzione corretta da seguire, l’unica cosa da fare è: Plan – Do – Check – Act.

“Il profitto negli affari deriva dai clienti fidelizzati, coloro che fanno una buona pubblicità ai vostri prodotti e che vi portano gli amici come nuovi clienti.” William Edwards Deming

Deming docet.

Per ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto

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Emanuele Giacomella
Management Consultant
Dal 2008 mi dedico alle startup, sia innovative che tradizionali.
In quell'anno il mio primo progetto relativo al carsharing elettrico fu un flop pazzesco ma durante gli anni ho affinato le tecniche e al termine della laurea magistrale un progetto sulla realtà aumentata applicata al settore turistico mi ha dato grandi soddisfazioni, tanto che l'ho messo nero su bianco nella mia tesi.
Da allora ne ho sviluppate diverse e nei settori più disparati, dalle caffetterie fino alla "morte digitale", riportando successi clamorosi e fallimenti dolorosi.
Quello che ho imparato, in termini di business planning, marketing, management organizzativo e finanziamenti agevolati, durante questo breve cammino, lo utilizzo per aiutare aspiranti startupper e gli imprenditori che ragionano come tali.

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