Il metodo Lean Startup (anche) per PMI

metodo lean startup per pmi

Il business plan tradizionale ha molte virtù.

Iniziare un nuovo progetto d’impresa richiede che il neo-imprenditore prenda in considerazione tutti i componenti di una operazione di business di successo, dalla struttura giuridica al piano di marketing fino alle proiezioni finanziarie, dando così all’impresa una maggiore probabilità di successo.

Ma lungo la strada che si percorre durante l’avvio di una nuova impresa il business plan non è impeccabile e fa emergere alcune criticità.

Le lamentele più comuni sono basate sul fatto che il business plan si basa ipotesi non dimostrate, il processo di elaborazione è relativamente lungo e spesso il business plan non è molto orientato al cliente cosa invece è necessaria per impostare una strategia competitiva fin dall’inizio.

Un business plan ben realizzato e con un prospetto economico-finanziario positivo può anche infondere un falso senso di fiducia nel’imprenditore che, in alcuni casi, può portare a sovrainvestire in un modello di business che in realtà non è stato né provato né testato. Sovrainvestire fin dall’inizio può essere (e spesso lo è) una causa di mortalità per le startup, avendo queste nuove iniziative necessità di investimenti iniziali per l’acquisto di immobilizzazioni, polizze assicurative, affitto etc.

Quando parlo con gli imprenditori mentre stiamo pianificaziondo un nuovo business o il lancio di un nuovo prodotto mi capita spesso dire:

“Ma dove vuoi andare se non sai dove stai andando?”

Perfortuna il business plan tradizionale non è l’unico modo di pensare ad una nuova iniziativa.

Negli anni passati da studente e in quelli in cui mi sono messo alla prova sul mercato prima da startupper e poi da consulente ho osservando attentamente l’ascesa di un metodo alternativo per lanciare una nuova impresa, un insieme di processi gestionali ed organizzativi noti come lean startup. Ma cosa vuol dire lean? e perché penso che questo metodo sia più potente dell’approccio tradizionale?

Fedele al suo nome il metodo lean è orientato a ridurre al minimo gli input costosi e tagliare i tempi dei processi di pianificazione. Il metodo lean trasforma il processo di pianificazione aziendale orientandolo principalmente verso lo stakeholder più importante: il cliente. E mentre il metodo lean ha guadagnato popolarità tra le startup tecnologiche molti dei principi di base di questa metodologia hanno un enorme potenziale inespresso per gli imprenditori di altri settori, specie per le PMI tanto care a me che vivo nel nord-est dell’Italia.

Vediamo alcuni tratti distintivi del metodo lean startup:

  • Business Model Canvas : E’ un template per visualizzare e analizzare il modello di business e valutare quali cambiamenti sono necessari. Viene spesso presentato come la più efficace ed efficiente alternativa al business plan tradizionale. Tra le altre cose costringe le imprese a delineare la struttura dei costi, opportunità, risorse fondamentali e minacce. La criticità più rilevante che riesce a risolvere questo modello è la profonda comprensione di chi sono i potenziali clienti.
  • Il Minimum Viable Product (MVP) : L’MVP è una sorta di prodotto pilota, una versione di prova di un nuovo prodotto che permette alla squadra di testare diverse ipotesi circa l’interesse del mercato e alla domanda che potrebbe generare ma con un investimento iniziale minimo.
  • Interviste ai clienti : L’azienda lean dovrebbe essere in un costante stato di rivalutazione, questo per assicurare che l’offerta dell’azienda soddisfi le esigenze del mercato. Si tratta di realizzare interviste ai potenziali clienti prima e dopo il lancio di un nuovo prodotto o servizio. L’impresa deve essere orientata al ri-addatare rapidamente le sue linee di prodotti e modelli di business e deve essere inoltre disposta a cambiare rapidamente se il mercato lo richiede.

Sono consapevole delle difficoltà che si inontrano nel portare una metodologia di management così rapida ed innovativa, che trova facile applicazione all’interno gli incubatori e acceleratori d’impresa, ma che nelle PMI che sono usualmente statiche fa fatica ad affermarsi, ma in fondo mi piacciono le sfide e il mio motto è pur sempre

 

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Emanuele Giacomella
Management Consultant
Dal 2008 mi dedico alle startup, sia innovative che tradizionali.
In quell'anno il mio primo progetto relativo al carsharing elettrico fu un flop pazzesco ma durante gli anni ho affinato le tecniche e al termine della laurea magistrale un progetto sulla realtà aumentata applicata al settore turistico mi ha dato grandi soddisfazioni, tanto che l'ho messo nero su bianco nella mia tesi.
Da allora ne ho sviluppate diverse e nei settori più disparati, dalle caffetterie fino alla "morte digitale", riportando successi clamorosi e fallimenti dolorosi.
Quello che ho imparato, in termini di business planning, marketing, management organizzativo e finanziamenti agevolati, durante questo breve cammino, lo utilizzo per aiutare aspiranti startupper e gli imprenditori che ragionano come tali.

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