La TOP 10 dei motivi per cui una startup affonda

Il fallimento della propria iniziativa imprenditoriale purtroppo è una delle delusioni più cocenti che si possano provare, lo so, lo so bene, ma sicuramente è la migliore opportunità per imparare, perché un successo porta alla gloria ma un fallimento porta dei grandi insegnamenti.

Sarà impossibile nella vita riuscire a non fallire mai e sopratutto non sempre il fallimento è strettamente correlato ad una completa incapacita manageriale.

Ovvio che se avete del “pelo sullo stomaco” riuscirete a sfuggire a certi banali errori, ma, quando si è direttamente coinvolti nell’idea, si tende spesso a sottostimare o addirittura ignorare certi problemi fidandosi completamente del proprio istinto.

Ora, non sto dicendo che il vostro istinto sia completamente da buttare, anche perchè le più grandi idee sono state portate avanti principalmente grazie a quello, ma certamente avete bisogno anche del supporto dei dati e di tanta ricerca.

Vediamo ora quali sono le principali cause per cui una startup va a gambe all’aria:

1. Il mercato non ha quel bisogno

Il più facile, il più palese e il più diffuso è questo: solo perché un’idea è geniale non è detto che vada a soddisfare realmente un bisogno. Molto spesso ci si fa forviare dall’entusiasmo e non si ragiona lucidamente basandosi su dati concreti e analisi di mercato. Fidatevi prima dei numeri e poi dell’istinto. A meno che non siate MacGyver o Warren Buffett.

2. Esaurimento fondi

La velocità nello sviluppo è fondamentale, vitale oserei dire perché non potete permettervi di sviluppare in eterno, dovete iniziare a “fatturare” e secondo tempi prestabiliti perché se finite i fondi difficilmente qualcuno si affiderà ancora a voi e quindi il vostro “gioco” terminerà.

3. Team sbagliato

Spesso il team si forma basandosi principalmente sugli amici, senza recruiting esterni. Utilissimo per aumentare l’affiatamento ma spesso e volentieri mettere insieme 3 ingegneri che sviluppano una piattaforma senza qualcuno che si occupi della parte amministrativa/finanziaria e qualcun altro che si occupi della parte marketing/commerciale diciamo che può essere un azzardo. Team completi fanno sempre la differenza in termini di esecuzione, e l’esecuzione è l’unica cosa che conta.

4. Non competitività

Qui non penso ci sia molto da dire, se un concorrente è più forte o si sviluppano idee creative e concrete per superarlo o si soccombe.

5. Problemi sul prezzo o relativi ai costi

Le politiche di pricing in una startup o si basano sul markup partendo dei costi (non sempre facile da fare) o sul lancio della monetina. La realtà è che spesso non potendo effettuare un confronto con i competitor diretti (semplicemente perché un competitor diretto magari non esiste) si sbagliano i prezzi. La cosa migliore è chiedere ai potenziali clienti quale prezzo sono disposti a pagare per quel prodotto/servizio: semplice e mostruosamente efficace. La cosa difficile sarà poi far combaciare quel prezzo con la vostra struttura dei costi. Costi… eh i costi, un altro errore tipico è strafare, nelle startup serve un accurato controllo di gestione sui costi, umiltà sempre e zero spese superflue. Se volete l’ufficio con il tagliacarte d’oro, il tavolo in radica e la Montblanc stilografica in avorio con inserti in diamante allora avete proprio sbagliato mestiere ragazzi.

6. Prodotto “debole”

Un prodotto facilmente replicabile o sostituibile è debole. Se il prodotto è debole siete fregati. O meglio, o avete un marketing con i controfiocchi o siete fregati.

7. Business model “debole”

“Bella ragazzi la vostra idea. Ma come pensate di guadagnare?”

Dovete aver chiaro fin da subito come fare a monetizzare. Il business model va pensato, realizzato e revisionato. Una volta che avete fatto i tre punti appena elencati dovete strutturarlo, deve essere a prova di bomba, inattaccabile, non basta pensare solo ad un mondo ideale, bisogna pensare che il mondo è un postaccio (e lo è realmente). Meglio se il vostro business model considera anche la possibilità di una invasione aliena, allora sarà strutturato.

8. Clienti ignorati

“Ma io so’ io… e voi non siete un cazzo!”. Grande film Il Marchese del Grillo con un immenso Alberto Sordi, peccato che film del genere li passino solo in seconda serata.

Dai lo so che vi fa esaltare credere che il vostro cliente sia un imbecille, peccato che sia lui a comprare e gli imbecilli, attenzione, sono le persone che i clienti non li ascoltano. Il vostro prodotto e servizio deve essere facilmente comprensibile da parte dei clienti o non verrà minimamente considerato, dovete spiegarlo bene e soprattutto fare ricerca, della gran ricerca finalizzata a capire cosa vuole il vostro cliente. Una volta che l’averte acquisito fate della gran ricerche per capire se è soddisfatto e se dovesse lamentarsi delle gran ricerche per capire perché è incazzato. Se vi basate solo sull’istinto anche qui non andrete lontani.

9. Timing sbagliato

Ah il timing ha fregato tanti, me compreso. Il timing è come l’overboost per un motore. Se lanciate un’iniziativa al momento giusto fate dei numeri spettacolari, se la lanciate troppo in anticipo vi prenderanno per pazzo, se la lanciate troppo tardi qualcuno avrà già il vantaggio competitivo del first mover. Il timing non lo fregherete mai e anche qui servono solo 3 cose per riuscire a cavalcare il timing: studio, ricerca approfondita e anche una botta di… fortuna.

10. Perdita di focus

Il più temibile è proprio questo. Si può vedere in due modi: il primo è che inizialmente tutti sono gasati e dedicano anima e corpo al risultato, poi mano a mano che passo il tempo si perde entusiasmo. Il secondo modo è dovuta al divagare in attività superflue che non sono orientate alla mission della startup e che portano piano piano alla rovina.

Non preoccupatevi, alcuni di questi errori sono presenti anche in realtà consolidate, clienti ignorati in primis, difficilmente si può sfuggire completamente a tutti.

Cercate di imparare da questi errori, dai vostri ma soprattutto da quelli degli altri. Una via completamente corretta infondo non esiste e ricordate che….

Per ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto

Emanuele Giacomella on GoogleEmanuele Giacomella on LinkedinEmanuele Giacomella on Twitter
Emanuele Giacomella
Management Consultant
Dal 2008 mi dedico alle startup, sia innovative che tradizionali.
In quell'anno il mio primo progetto relativo al carsharing elettrico fu un flop pazzesco ma durante gli anni ho affinato le tecniche e al termine della laurea magistrale un progetto sulla realtà aumentata applicata al settore turistico mi ha dato grandi soddisfazioni, tanto che l'ho messo nero su bianco nella mia tesi.
Da allora ne ho sviluppate diverse e nei settori più disparati, dalle caffetterie fino alla "morte digitale", riportando successi clamorosi e fallimenti dolorosi.
Quello che ho imparato, in termini di business planning, marketing, management organizzativo e finanziamenti agevolati, durante questo breve cammino, lo utilizzo per aiutare aspiranti startupper e gli imprenditori che ragionano come tali.

Lascia un commento