Obbligo della partita IVA nella homepage del sito

regole

Breve post per un argomento importante e complesso.

Uno dei problemi principale delle web agency al giorno d’oggi è che sono bravissime nel realizzare siti web ma poi cadono su piccoli dettagli che portano a conseguenze devastanti in termini economici.

A cosa mi riferisco?

Il sito prima di essere messo online deve seguire un processo di audit a livello informativo per verificare la presenza di inesattezze, errori e mancanza di informazioni che possono porta a pesanti conseguenze in termini di sanzioni.

Una delle casistiche a cui occorre rimediare più frequentemente, oltre che alla mancanza della cookie policy, è la mancanza della partita IVA dell’azienda ben in vista nell’homepage del sito.

Tale mancanza porta a pesanti conseguenze in termini di sanzioni.

L’obbligo di pubblicare la Partita IVA sulla home page del sito per i soggetti passivi è confermato anche dall’art. 35, D.P.R. 633/1972, modificato dall’art. 2, D.P.R. 404/2001, mentre la R.M. 16 maggio 2006, n. 60/E sottolinea che l’onere di pubblicazione riguarda anche siti web utilizzati per motivi pubblicitari.

Per il mancato rispetto delle disposizioni, sono previste sanzioni pecuniarie:

  • per inadempienze di comunicazione imposte dalla legge tributaria tra 258,23 e 2.065,83 euro.

Non vi fidate? Leggete qui — http://liguria.agenziaentrate.it/?id=1381

Fate attenzione quindi a far realizzare siti in modo amatoriale e affidatevi a un buon consulente che tramite un audit vi consigli sugli adempimenti informativi necessari per la vostra attività.

Siamo a disposizione per una verifica al vostro sito. Chiedete una consulenza scrivendo a info@imperaconsulting.it o telefonando allo 0425 166 6332

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Emanuele Giacomella
Management Consultant
Dal 2008 mi dedico alle startup, sia innovative che tradizionali.
In quell'anno il mio primo progetto relativo al carsharing elettrico fu un flop pazzesco ma durante gli anni ho affinato le tecniche e al termine della laurea magistrale un progetto sulla realtà aumentata applicata al settore turistico mi ha dato grandi soddisfazioni, tanto che l'ho messo nero su bianco nella mia tesi.
Da allora ne ho sviluppate diverse e nei settori più disparati, dalle caffetterie fino alla "morte digitale", riportando successi clamorosi e fallimenti dolorosi.
Quello che ho imparato, in termini di business planning, marketing, management organizzativo e finanziamenti agevolati, durante questo breve cammino, lo utilizzo per aiutare aspiranti startupper e gli imprenditori che ragionano come tali.

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