Perchè essere presenti -attivamente- su Twitter

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Stamattina mentre stavo preparando il piano per un corso su Twitter che sto preparando per un cliente ho fatto alcune riflessioni relativamente all’utilizzo di questo social in ambito aziendale e per il Personal Branding, da queste mie riflessioni sono emersi alcuni punti interessanti che ora andrò esporvi per punti

  1. Ho un’interazione diretta con le persone: Da nessun’altra parte trovate la possibilità di avere uno scambio diretto d’opinione come su Twitter, soprattutto con persone che hanno ( o pensano di avere) qualcosa da dire. Bisogna sfruttare al massimo questa opportunità per gestire i propri clienti, adottando un customer care mirato che permetta un contatto diretto, in modo da “umanizzare” e dare un senso d’umiltà e disponibilità al professionista o all’azienda;
  2. Gli Hashtag: Se usate qualche parolina magica preceduta dal # non siete più invisibili al mondo, la potenzialità di questo strumento giustifica probabilmente l’intero investimento di tempo e risorse per questo social. L’hashtag permette di indicizzare il vostro tweet e chiunque sia interessato all’argomento saprà che siete della partita e potrà interagire con voi e voi potrete fare lo stesso. Createne uno vostro che vi identifichi e che faccia partecipare la vostra comunità di interesse in modo da poterla circoscrivere in un campo in cui siete voi a dirigerei;
  3. Non bisogna avere fretta: Twitter è un social a se stante, vigono regole e una social etichetta completamente diversa che su altri social, specie che su Facebook. Mantenere lo stesso atteggiamento o aspettarsi risultati immediati porterà ad avere risultati deludenti;
  4. Qualità non quantità: Il “celolunghismo” sui social conta molto poco, se l’obbiettivo è creare lead o solo creare interesse attorno alla vostra professione allora vi serviranno follower fedeli, non vagonate di follower che vi seguono solo per il followback ma che dei vostri contenuti frega ben poco;
  5. Qualità non quantità bis: Questo vale anche per i contenuti, bisogna darsi una direzione ed essere fedeli alla linea, cambiamenti di direzione potrebbero confondere i vostri follower. Stesso discorso per la qualità delle argomentazioni. “Cuori”, retweet e interazioni sono l’unica cosa che conta, il resto sta a zero;
  6. Cooperare è meglio che competere: Nessuno vi insulterà direttamente (al massimo vi mandano un messaggio diretto per quello) quindi l’obbligo è quello di interagire con le persone della vostra rete, le twitstar o i perfetti sconosciuti che come voi condividono un contenuto. Questo scambio porta valore, genera visite al vostro sito/blog e potenziali lead;
  7. Usate quelle benedette liste: Non siete onniscienti, né potete seguire la vagonata di tweet che vengono pubblicati ogni secondo, lo strumento liste è utile perché vi permette di identificare persone/aziende con interessi comuni e dedicare il maggior tempo a loro, oppure di identificare utenti in base alla loro distribuzione geografica, utile nel caso abbiate un business locale;
  8. Sarcasmo: Una nota comunicatica ci vuole, il sarcasmo regna su Twitte, è importante ma andateci piano, se siete su Twitter con un obbiettivo “economico/promozionale” non esagerate con un’arma che diverte ma che dopo un po’ stanca e non dona certo alla vostra immagine;
  9. Potreste esserci e non saperlo: Molti cercano notizie su Twitter, cercatevi, magari qualcuno ha già parlato di voi e non siete riusciti a filtrare quel commento, magari falso e tendenzioso. Qui ogni commento non è circoscritto ad un solo account, ad una stretta cerchia di “amici”, il commento è aperto al mondo (oltre che essere indicizzato su Google), lasciare un commento senza risposta può voler dire l’interazione da parte di un altro utente arrabbiato che cerca qualcuno che parli male di voi e da un piccolo commento si ramifica in una serie di insulti che porteranno chiunque legge ad avere una pessima visione di voi e della vostra attività;
  10. Twitter Card e Twitter Analytics: Le Twitter card permettono di avere una grande visibilità al proprio blog e ai propri articoli, dando un tocco professionale alle vostre pubblicazioni. Analytics è uno strumento meraviglioso reso disponibile a chiunque (mentre un tempo solo a chi sponsorizzava o aveva contenuti a pagamento) che permette un’analisi dettagliata dei propri follower oltre che per genere ed età anche per interessi, permettendoci di capire, come, cosa e soprattutto quando dirlo.

Non si può negare che Twitter non stia vivendo uno dei suo periodi più rosei, avendo i conti in rosso e con una base utenti che cresce a ritmi bassissimi (solo +4 milioni nell’ultimo trimestre contro gli 8 milioni previsti) ma vale comunque ancora la pena di crederci.

Ovviamente seguitemi su twitter @LeleGiacomella e condividete. 🙂

E voi come usate Twitter?

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Emanuele Giacomella
Management Consultant
Dal 2008 mi dedico alle startup, sia innovative che tradizionali.
In quell'anno il mio primo progetto relativo al carsharing elettrico fu un flop pazzesco ma durante gli anni ho affinato le tecniche e al termine della laurea magistrale un progetto sulla realtà aumentata applicata al settore turistico mi ha dato grandi soddisfazioni, tanto che l'ho messo nero su bianco nella mia tesi.
Da allora ne ho sviluppate diverse e nei settori più disparati, dalle caffetterie fino alla "morte digitale", riportando successi clamorosi e fallimenti dolorosi.
Quello che ho imparato, in termini di business planning, marketing, management organizzativo e finanziamenti agevolati, durante questo breve cammino, lo utilizzo per aiutare aspiranti startupper e gli imprenditori che ragionano come tali.

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