Ruberanno la vostra idea ma non possono rubare ciò che conta veramente

Venerdì 24 febbraio 2017 ho il piacere di parlare all’open day del co-working e incubatore d’impresa Coop-Up a Rovigo.

Piacere amplificato dal fatto che posso finalmente parlare di startup sul mio territorio mentre spesso lo faccio in realtà di Vicenza, Verona o Padova

Vedo i ragazzi di Coop-up come degli “eroi del quotidiano” che lottano per mantenere l’innovazione sul territorio e aiutano i giovani (e non solo) a portare avanti i loro progetti fornendo ciò di cui hanno bisogno: una postazione di lavoro comoda all-inclusive ad un prezzo equo, eventi formativi e di networking e supporto nella partecipazione a bandi oltre che supporto come acceleratore e incubatore d’impresa per chi ha progetti più strutturati.

Come già detto mi è stato chiesto di parlare di startup, non di sviluppo progettuale ma di idee rubate, tra l’altro tema a me molto caro perché sono stato “vittima” in prima persona. Proprio in quanto vittima mi sono fatto un’idea chiara sul tema e vorrei utilizzare questo post per fomentare il dibattito che venerdì sosterrò insieme al collega, anzi, preferisco chiamarlo amico, Massimo Zavattiero, conosciuto un paio d’anni fa ad un evento il cui tema erano apponto i co-working e gli incubatori d’impresa.

L’incipit nonché titolo del post spiega esattamente il mio punto di vista: l’idea conta, conta tanto, ma la realtà dei fatti si chiama execution. Potete avere una grande idea ma se non sapete come svilupparla e come mettere in piedi la baracca che ruota attorno a quella idea beh… l’idea da sola non regge.

Il mercato è veramente bastardo e imprevedibile, lo so bene, anch’io credevo che fosse tutto rosa e fiori fino a quando non ho sbattuto il naso contro la realtà. Realtà amara che non ti insegnano all’università, che non percepisci nel tuo ovattato e protetto ruolo impiegatizio, che nessuno ti può spiegare ma che per poterla capire la devi vivere.

Tornando alle idee rubate vi voglio dire ora quelle che sono secondo me le cose importanti che non vi potranno rubare e che nel mondo startup sono quelle che fanno tutta la differenza del mondo, vediamole insieme:

1. La visione di lungo periodo: Facebook ha quasi raggiunto un paio di miliardi di utenti (il 25% della popolazione mondiale) ma il progetto iniziale doveva limitarsi a tutti gli studenti di Harvard (circa 20’000). Ogni idea ha un mercato di nicchia in cui svilupparsi ma la vera domanda è: “Qual è la vostra visione a lungo termine?” La vostra visione a lungo termine e il percorso che si genera da questa visione non ci può essere rubato. Quando qualcuno cerca di rubare la vostra idea, di solito, può rubare solo il mercato attuale, ma non quello che si sta sviluppando. Qualcuno avrebbe potuto immaginare il dirompente impatto di Facebook? Ne dubito, altrimenti oggi vi parlerei di Netlog…

2. L’esperienza fatta sul campo: Molte startup sono nate attraverso le frustrazioni del fondatore nello svolgimento di alcuni processi in aree lavorative in cui ha una profonda competenza. Questo profonda comprensione, soprattutto nei casi di ingegneria e/o ruoli molto specifici, può venire solo attraverso esperienze in prima persona. Quando a suo tempo sviluppai QRGym, un servizio che sfrutta i QR Code per semplificare la vita di chi frequenta la palestra, l’ho fatto perché ho una profonda conoscenza ed esperienza del settore e capivo perfettamente la frustrazione del cliente a dover pregare l’istruttore per farsi spiegare un esercizio.

3. I vostri fallimenti: La versione di successo del vostro prodotto avrà certamente un aspetto diverso rispetto all’idea che qualcuno ha rubato e che era probabilmente avevate scritta su un tovagliolo al ristorante parlandone con gli amici. La versione 1.0 va sempre rettificata e revisionata passando dal fallimento e dai feedback che ne derivano.

4. Il vostro talento e le vostre competenze: Ci vuole una certa competenza tecnica e anche una certa dote nella persuasione per attrarre i migliori talenti e portarli a lavorare in una startup. Molti pensano che si può semplicemente esternalizzare il lavoro di sviluppo all’esterno e tutto andrà per il meglio. Cazz*te, è davvero stupido da pensare, i processi importanti non vanno mai dati in outsourcing. Il detto “chi mi ama mi segua” qui è più vero che mai, solo chi vi riterrà in grado di portare avanti il progetto vi darà credito, a prescindere da quanto sia folle l’idea. Conoscete Elon Musk? Beh, lui è folle, di base è un incompetente (che però ha capito che le competenze si acquisiscono strada facendo) ma è un trascinatore. Se non lo conoscete fate “mea culpa” e visitate Wikipedia, all’istante! Se uno dei vostri sviluppatori vi abbandona dopo due settimane e inizia il medesimo progetto con un altro team allora avete scelto le persone sbagliate come co-founder e non siete stati ritenuti abbastanza convincenti….o competenti.

5. Le vostre analisi: I dati raccolti sono sempre un punto di forza. Tracciare ogni clic, ogni conversione ed ogni lamentela da parte di un utente. Scoprire che cosa sta funzionando e cosa più importante ciò che non funziona. Chi ruba l’idea non ha un tracciato di dati da monitorare e analizzare, non sa il perché si utilizzi quel tipo di impostazione progettuale, sa solo l’idea.

6. Il vostro business model: La maggior parte dei modelli di business sono reperibili su internet e replicabili. Dato che utilizzo da molto tempo il business model canvas alcuni imprenditori, anziché chiedermi di migliorare il loro, mi chiedono di studiare e replicare il modello di business dell’azienda “Pinco Pallino” per copiarlo. Non capiscono la cosa fondamentale: Il valore reale viene dai dettagli. Che ricarico applicare al prodotto/servizio, la modalità degli annunci e delle comunicazioni, perché il cliente effettua una conversione e molto altro. Gli “esterni” possono vedere il vostro prezzo ma non sanno nulla di quel prezzo se non il mero valore nominale. Non possono rubare ore di test senza fine, lo studio dei clienti e tutti gli approfondimenti dietro quei numeri.

7. Il vostro servizio al cliente: Smartphone. Cellulari “intelligenti” insomma. No. Un ottimo, impeccabile, impareggiabile servizio clienti. Questo è quello che vende principalmente Apple. Potete dire che vende lo status symbol (vero) o parlare di interfaccia intuitiva (vero) e simbiosi perfetta tra hardware e software (vero), ma la cosa reale che Apple fa e non fa nessun altro è il maniacale servizio al cliente. Impareggiabile. Se voi siete bravi in questo non potranno copiarlo.

8. La vostra passione: Le persone che rubano le idee sono spesso seguaci, vigliacchi insomma. Non realizzano un prodotto per passione o visione ma solo per soldi. Spesso si appassionano all’idea per un paio di giorni, ma la passione svanisce quasi istantaneamente una volta che si rendono conto delle difficoltà che li attende. Dal momento che l’idea è solo una fotografia della realtà, chi ruba spesso perde la passione e l’energia una volta che si ritrova a lottare con la realtà di ogni giorno. Voi, guidati dalla passione, non mollerete, ed è lì, nella fatica del quotidiano, nel crederci quanto tutti vi diranno che non ci riuscirete, nel prendere legnate da fornitori e clienti, nello stare svegli la notte per capire come ca**o fare per tagliare i costi e promuovere il progetto, lì, allora, avrete vinto e l’idea sarà contata meno di nulla.

Condividi le tue idee senza paura, non potranno mai rubarti il resto, quello che conta davvero.

Per ottenere risultati che non hai mai ottenuto devi fare cose che non hai mai fatto

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Emanuele Giacomella
Management Consultant
Dal 2008 mi dedico alle startup, sia innovative che tradizionali.
In quell'anno il mio primo progetto relativo al carsharing elettrico fu un flop pazzesco ma durante gli anni ho affinato le tecniche e al termine della laurea magistrale un progetto sulla realtà aumentata applicata al settore turistico mi ha dato grandi soddisfazioni, tanto che l'ho messo nero su bianco nella mia tesi.
Da allora ne ho sviluppate diverse e nei settori più disparati, dalle caffetterie fino alla "morte digitale", riportando successi clamorosi e fallimenti dolorosi.
Quello che ho imparato, in termini di business planning, marketing, management organizzativo e finanziamenti agevolati, durante questo breve cammino, lo utilizzo per aiutare aspiranti startupper e gli imprenditori che ragionano come tali.

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